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Sette luoghi per ricaricare le batterie, Le Figaro celebra l'Umbria e le sue bellezze

La regione definita "più autentica e segreta" della vicina Toscana, ma sulle modalità per giungere nel "polmone verde d'Italia" indica solo gli aeroporti di Firenze e Roma

Da Perugia a Spoleto, sette luoghi per ricaricare le batterie in Umbria, il "polmone verde" d'Italia. Così il quotidiano francese Le Figaro celebra l’Umbria e le sue bellezze artistiche e naturali e l’enogastronomia.

Sette luoghi “per ricaricare le batterie” in Umbria, definito il “polmone verde” d'Italia, regione italiana “discreta e sorprendente” che offre al visitatore l’esperienza di “città antiche dal fascino autentico, antichi borghi pieni di carattere, natura rigogliosa”.

Una regione che “passerebbe quasi inosservata accanto alla sua prestigiosa e insolente vicina, la Toscana”, ma molto più “autentica e un po 'segreta”, in grado di abbagliare “con il suo ambiente rurale, montuoso e molto verde, attraversato dal mitico fiume Tevere e cosparso di numerosi parchi naturali” e tanti luoghi e monumenti “classificati come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco”.

Un viaggio che inizia a Perugia, dove devi prendere “la scala mobile! Perché il ricco capoluogo regionale è arroccato su un ripido promontorio roccioso, circondato da bastioni e attraversato da strade strette”. Una città dal fascino medievale e rinascimentale, “che ha a cuore la magnifica Piazza IV Novembre, la sua fontana duecentesca, il suo Duomo e senza dimenticare il Palazzo dei Priori” e la Galleria nazionale. Poi ancora Raffaello e la cappella di San Severo e la Basilica di San Pietro.

Ad Assisi l’immancabile Basilica di San Francesco e “il grande Giotto”, ma anche Santa Chiara e San Damiano, “la suggestiva Piazza del Comune, dove convivono un sorprendente tempio romano con colonne e diversi palazzi medievali”.

A Gubbio non mancano i Ceri e la basilica Sant'Ubaldo, il “reticolo di vicoli e scalinate delimitati da prestigiosi monumenti, disposti intorno alla sua magnifica Piazza Grande” e il Palazzo dei Consoli con le Tavole eugubine.

Ad Orvieto tutti gli occhi sono per il duomo e gli affreschi di Beato Angelico e Luca Signorelli, ma anche per la “vasta rete di grotte e gallerie” della città sotterranea.

“Il Trasimeno è uno dei laghi più grandi d'Italia, circondato da colline circondate da boschi, viti e girasoli; dove spiccano diversi incantevoli borghi fortificati e tranquilli borghi di pescatori” e le sue “tre isole raggiungibili con navette, pungenti tra sciami di uccelli rari”.

Non può mancare un accenno a Norcia, “accanto al pecorino, alle lenticchie del suggestivo borgo agricolo di Castelluccio di Norcia, alle trote del generoso fiume Nera”.

Spoleto e il Ponte delle Torri hanno affascinato Goethe, Stendhal, il pittore Turner e il regista Federico Fellini.

L’articolo si conclude con alcune indicazioni su come arrivare in Umbria e si potrebbe dire che questo è l’unico punto dolente di un sistema turistico che stenta ad aprirsi allo straniero: “Gli aeroporti internazionali di Firenze e Roma sono le principali porte di accesso all'Umbria, collegata alla Francia da numerosi voli regolari e low cost. Noleggio auto all'arrivo. Diversamente, Firenze e Roma sono collegate anche in treno a Perugia, Assisi, Gubbio, Orvieto, Castiglione del Lago, Spoleto”.

Per l’articolo in francese leggi qui.

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