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#FerroGommaShow - Niente nuove ferrovie per l’Umbria. Stop alla variante di percorso della linea da Foligno a Orte

L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria blocca la dismissione del vecchio tracciato da Spoleto a Campello sul Clitunno

In una realtà definibile come “normale” se un’opera è fisicamente pronta si consegna. Ma l’Italia forse non è normale. In Umbria tutto era pronto già da ieri notte. Le rotaie erano in posizione, gli ultimi controlli alle opere architettoniche erano state fatte, i cablaggi erano pronti e testati ed i treni della giornata seguente erano stati riorganizzati per consentire di completare il lavoro che avrebbero dismesso il vecchio tracciato da Spoleto a Campello in favore del nuovo, più veloce e più sicuro tratto in galleria. Ma purtroppo tutto era pronto tranne la burocrazia. Quest’ultima, per cause ancora da definire, ha deciso che non si doveva inaugurare la tratta oggi.

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria non ha infatti concesso le autorizzazioni a procedere con le ultime 30 ore di lavorazione che avrebbero attivato la nuova variante di percorso della linea da Foligno a Orte, strategica tratta della Roma–Ancona. Le motivazioni di questa mancanza sono ancora da approfondire poiché al momento non sono stati diramati comunicati ufficiali.

Ciò che è certo è che tutti i dipendenti, le maestranze, gli operai ed i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) hanno lavorato anche su massacranti turni da 10 o 12 ore per nulla. Un impegno massacrante quello delle maestranze per rispettare la data di consegna prevista entro domenica 13 dicembre. Allo stesso modo il personale Trenitalia nella giornata odierna ha dovuto sostenere i viaggiatori che hanno dovuto fare ben tre cambi (treno – autobus - treno) per superare la tratta interrotta alla circolazione tra Foligno e Spoleto.

In pratica a mancare non è stato il valore degli uomini e delle donne, dei tecnici e della dirigenza dell’unità territoriale di Foligno di Rfi. Non è mancato il loro impegno nei confronti dell’azienda, né quello per garantire la mobilità del paese tutelata dalla costituzione. Lo spirito di sacrificio e la voglia di lavorare del personale aveva infatti consentito il rispetto dei termini presi in un paese dove purtroppo gli impegni presi solitamente slittano anche di anni. Pure il tratto di ferrovia velocizzato in questione rientra purtroppo in questa categoria delle promesse slittate nel tempo. La progettazione della velocizzazione delle ferrovie Roma – Ancona, e della collegata Foligno – Terontola, risale infatti agli anni 90. Più volte finanziata dal Cipe nei primi anni del 2000, ha visto ad oggi la realizzazione della sola tratta tra Foligno e Campello sul Clitunno. Poi, per 15 anni, nulla. Fallimenti su fallimenti di aziende che avevano vinto gli appalti. Fondi la cui reale destinazione finale è rimasta spesso ignota malgrado fossero stati stanziati con ben specifici obbiettivi.

Ma in fondo cosa importa? Uomini e donne hanno solo lavorato al massimo delle loro possibilità negli ultimi 30 giorni per rispettare i tempi di consegna di un opera che era in ritardo di almeno 10 anni e la cui realizzazione, oltre alle ingenti somme di denaro pubblico spese, ha implicato una intera giornata di disagi per i passeggeri lungo una delle ferrovie più strategiche del paese. Cosa sarà mai in fondo attendere ancora una data da destinarsi per completare gli ultimi metri di rotaie tra Spoleto e Campello sul Clitunno?

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