Fase 2, Fit Cisl: "I trasporti non si fermano mai. Più attenzione ai lavoratori e più flessibilità"

La ricetta: "Tutela del lavoratore e dell’utenza, così come sulla flessibilità e sul superamento del concetto di trasporto pubblico locale come azienda economica"

Con un dettagliato comunicato stampa, la Cisl Fit, sigla che raccoglie i lavoratori del comparto trasporti, traccia le linee guida per la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza Covid19.

Nel comunicato l’attenzione viene posta dal sindacato sul fatto che i trasporti non si siano mai fermati, ma, nonostante ciò, i lavoratori e le imprese sono stati lasciati per lo più soli dalle istituzioni. Per superare la crisi e far ripartire il paese la Cisl FitT ha proposto delle ricette basate in sostanza sulla tutela del lavoratore e dell’utenza, così come sulla flessibilità e sul superamento del concetto di trasporto pubblico locale come azienda economica volta alla produzione di soli utili anziché di servizi in primis.

Di seguito il testo completo a firma della segreteria regionale della Cisl Fit Umbria.

“L’emergenza sanitaria che viviamo sta mettendo a dura prova il settore dei trasporti. Dati inequivocabili stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di decine di aziende del settore. Anche realtà più grandi come le aziende del Gruppo Fsi (Busitalia e Trenitalia in primis ) attraversano momenti di incertezza che potrebbero comportare gravi conseguenze se si protrarranno nel tempo.

Per tale motivo, confortati dai dati afferenti ai contagi a livello nazionale e soprattutto regionale, è nostro dovere come rappresentanti dei lavoratori di questo settore, auspicare l’avvio della cosiddetta Fase 2.

Fase che non potrà prescindere dal principale obiettivo che rimane quello della salvaguardia della salute dei lavoratori ancor prima degli scopi produttivi.

Questa graduale fase di ripartenza se non debitamente programmata e gestita con tutti gli attori, tra cui le organizzazioni sindacali e gli rls, rischia di provocare uno sconvolgimento totale nell’utilizzo dei mezzi pubblici su gomma, su ferro e sulle navi del servizio di navigazione del lago Trasimeno i cui esiti potrebbero essere nefasti. Senza dimenticare la situazione del nostro aeroporto regionale praticamente chiuso dall’inizio dell’emergenza sanitaria e delle molte aziende del merci spesso lasciate sole in questo periodo.

Alla luce di quanto preannunciato da vari soggetti e per fare qualche esempio, significa che nei bus potrebbero salire al massimo 10/20 persone, e se il distanziamento sociale preso a riferimento da 1 metro arrivi anche ad 1,8 metri, la situazione sarà ancora più difficile. Mentre per i treni probabilmente i posti saranno limitati solo quelli a sedere, nessuno potrà sostare in piedi nel vagone e i sedili comunque dovranno tenere conto del distanziamento sociale, quindi uno su due posti dovrebbero essere lasciati obbligatoriamente vuoti.

Per quanto concerne il tpl, non potendo far gravare sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano l’intera gestione della Fase 2, per evitare affollamenti sui mezzi di trasporto pubblici e stante l’impossibilità di aumentare il numero di mezzi, la Fit Cisl chiede alla Regione dell’Umbria di diversificare gli orari di avvio dei turni di lavoro e, quindi, dei servizi, incentivare in modo ponderoso lo smart working, proseguire con la digitalizzazione della pubblica amministrazione, e procedere a piccoli passi, verificandone man mano l’impatto.

Il nodo centrale però è come far rispettare il contingentamento sui mezzi. Tradotto: pur mettendo un tetto alla capienza dei bus, necessario per un distanziamento sociale, come si procederà in modo che venga osservato da un numero di passeggeri che sarà sempre crescente?

L’autista non può esser abbandonato a se stesso, non può e non deve essere lui a dover dire “no guardi lei deve rimanere a terra per capienza raggiunta” perché non rientra nel suo ruolo e non lo potrebbe fare nemmeno praticamente. Noi chiediamo di prevedere non solo controlli, ma anche multe per chi non rispetta le distanze di sicurezza. Ad esempio, oltre ai verificatori delle aziende, a vigilare dovrebbero essere gli uomini della Polizia locale a pattugliare sui mezzi pubblici fino alle successive fasi. Non sarebbe da escludere anche l’uso di applicazioni tecnologiche informatiche per evitare il sovraffollamento in determinati orari o fermate.

Tuttavia ci sentiamo anche il dovere di far capire a chi governa questa Regione che il Trasporto pubblico locale non si è fermato, oggi ci sono tanti operatori che giorno dopo giorno in una situazione molto difficile fanno il proprio lavoro offrendo un servizio utile alla comunità, e sarebbe il caso che per chi effettua un servizio come il nostro ci sia un riconoscimento economico come già fatto per i tanti operatori sanitari dell’Umbria.

Lo scenario attuale presuppone, una rimodulazione dei servizi classici standardizzati, bisognerà assicurare la distribuzione del proprio servizio cadenzato in modo uniforme per l’intero arco della giornata, un’organizzazione del tutto nuova, è indispensabile una maggiore sensibilità da parte delle diverse amministrazioni locali.

Pertanto è necessario rimodulare la logica “meramente tpl” per raggiungere un duplice e contemporaneo obiettivo: rendere più competitivo il trasporto pubblico e consentire l’effettuazione di più corse in un determinato arco temporale. Siamo anche favorevoli, dove è presente una domanda debole all’attivazione dei servizi a chiamata, caratterizzati da parametri di operatività flessibili in termini di frequenze, percorsi e orari.

Per quanto concerne il trasporto regionale su ferro restiamo vigili alle decisioni che Trenitalia vorrà prendere in merito alla fase di ripartenza. Abbiamo già messo in guardia, come Fit Cisl, l’azienda del Gruppo Fsi circa le necessità di un’attenta programmazione dell’aumento dei treni circolanti in regione. Attualmente con un livello produttivo che si attesta al 25% dei normali periodi pre - Covid19, si riesce a mantenere con qualche difficoltà la sicurezza dei lavoratori ma in caso di un aumento della produzione molti saranno i problemi di sicurezza che andranno affrontati: la disponibilità quotidiana dei DPI, la sanificazione dei banchi di guida ad ogni cambio operatore, garantire ambienti Covid-free nei riposi fuori residenza e tutelare il capotreno e il macchinista nell’esercizio della sua funzione con adeguati DPI che non possono essere gli stessi di chi opera in ufficio. Stessi problemi si avranno per gli addetti degli appalti ferroviari.

In tale contesto, ribadendo la nostra convinzione nella necessità di ripartire purtroppo in coabitazione con il coronavirus, sottolineano la priorità della tutela dei lavoratori che deve avvenire tramutando le nostre preoccupazioni sopra descritte in documenti ben definiti. Ecco, quindi, che risulta imprescindibile riprendere il protocollo di intesa tra Governo e sindacati nazionali per il contenimento del virus, verificarne la sua completa attuazione in tutte le realtà produttive alla luce anche delle linee guida che la Regione Umbria vorrà predisporre. Da ultimo ma solo come fase e non come importanza, si devono aggiornare i vari documenti di valutazione del rischio delle aziende proprio considerando il citato protocollo e le linee guida regionali.

La Fit Cisl Umbria fa anche un appello alla Regione dell’Umbria ed in particolare all’assessore ai trasporti Melasecche, in un momento così difficile, in cui tutti quanti facciamo fatica per le situazioni pesanti e complesse createsi, in cui oggi le aziende del TPL Umbro ma anche le aziende di noleggio Bus, vivono una crisi dettata sia dalla Pandemia Covid-19, ma anche da situazione pregresse ed è molto facile che molte aziende in queste condizioni saranno costrette a chiudere.

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Lo stato di crisi e sotto gli occhi di tutti, con le sue specificità e le aziende sono in difficoltà sia per la riduzione sostanziale dei chilometri offerti che per il crollo dei mancati ricavi derivati dai biglietti non venduti. Vanno tutelate le aziende di trasporto passeggeri per tutelare anche tutti i lavoratori del settore. Auspichiamo in un forte ripensamento dei tagli già annunciati al settore, con uno slancio e potenziamento del trasporto pubblico degli umbri”.

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