Depuratori insufficienti e scarichi abusivi avvelenano il Trasimeno: inquinati tre punti su cinque

Su cinque punti campionati, tutti al di fuori delle aree di balneazione, la maggior parte risulta contaminata dalla presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Tutti i dati

Immagine d'archivio

Anche quest'anno, al Trasimeno, la Goletta dei Laghi - la campagna nazionale di Legambiente - ha registrato criticità. Su cinque punti campionati, tutti al di fuori delle aree di balneazione, la maggior parte risulta contaminata dalla presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.

Dai dati risulta Inquinata la foce del Fosso Paganico a Castiglione del Lago. Ed è oltre i limiti anche la foce del canale di scarico tra il gruppo di case di Via Marchini civici 4/6 a Passignano sul Trasimeno. Quest'ultimo, in particolar modo, è stato descritto dai residenti ai tecnici della Goletta dei Laghi come assai critico, considerando che, quando piove, scende nel canale ogni tipo di rifiuto. Fortemente inquinata, infine, è risultata la foce del canale di scarico del depuratore tra Tuoro e Passignano, sempre presso Passignano sul Trasimeno.

E’ quanto emerge dai dati presentati in occasione dell’ultima tappa umbra della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente - realizzata in collaborazione con Conou (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont – che da tredici anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori dei laghi.

Da anni sono due i fronti principali del lavoro di campionamento della Goletta dei Laghi: l’inquinamento microbiologico e quello delle microplastiche in acqua e dei rifiuti sulle spiagge. I risultati del monitoraggio microbiologico sono stati presentati Al Museo della Pesca di San Feliciano di Magione alla presenza dei sindaci del Trasimeno, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Lucia Coscia, responsabile scientifica Goletta dei Laghi, Brigida Stanziola direttrice Legambiente Umbria, Paolo Stranieri di Arpa Umbria, Aurelio Cocchini, presidente della cooperativa pescatori del Trasimeno e Alessia Dorillo, presidente Trasimeno servizi ambientali.

“Con la Goletta dei laghi ci occupiamo da oltre dieci anni di preservare e tutelare gli ecosistemi lacustri, anche attraverso il nostro monitoraggio scientifico che individua le principali criticità, come gli scarichi non depurati e inquinanti” - ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti.

“Purtroppo – continua Zampetti - ancora oggi riscontriamo ancora diverse situazioni di inquinamento legate ad un servizio di depurazione spesso insufficiente o alla presenza di scarichi fognari abusivi nei fossi e fiumi che finiscono nei laghi. Non è però il solo tipo di inquinamento, come dimostra la nostra indagine sui rifiuti plastici e le microplastiche negli ambienti lacustri, che stiamo portando avanti da alcuni anni: sono situazioni in cui occorre intervenire con urgenza e in maniera risolutiva”.

“Per queste situazioni, evidentemente croniche, sollecitiamo i comuni e gli enti preposti ad individuare in modo puntuale le cause e le responsabilità - dichiara Brigida Stanziola, direttrice di Legambiente Umbria – Sono anni che Goletta dei Laghi segnala gli stessi punti e le stesse criticità che dipendono evidentemente da un deficit di depurazione o da scarichi non collettati o abusivi. Il perdurare di questa situazione, pur non compromettendo la balneabilità delle acque del Trasimeno, rappresenta un rischio per l'intero ecosistema”.

E proprio con l'obiettivo di avviare azioni virtuose per la salvaguardia dello straordinario ambiente del Trasimeno, nasce la proposta di Legambiente Umbria e Arpa Umbria per la firma del protocollo d'intesa “Trasimeno libero dalla plastica”, un “patto” finalizzato a ridurre drasticamente il consumo della plastica nel comprensorio del Trasimeno, a sottoscriverlo i sindaci del lago, la Cooperativa dei pescatori, TSA e, ovviamente Legambiente Umbria e Arpa Umbria.

Il protocollo servirà tra l’altro anche ad attivare azioni di accompagnamento di riduzione della plastica monouso nella ristorazione commerciale, dopo che già molti comuni hanno adottato da anni la buona pratica delle ecofeste (regolamentate da una legge regionale) e degli acquisti verdi nelle mense scolastiche.

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