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La soluzione TramTreno che riduce i costi d'esercizio fino al 50% è obbligatoria

"O lo si capisce o si va incontro al fallimento", dice Trecchiodi

La soluzione TramTreno che riduce i costi d’esercizio fino al 50% è obbligatoria. Ogni altra scelta si rivela perdente, sia in termini economici che sul piano dell’efficienza.

Riprendiamo il discorso col colonnello Alessio Trecchiodi, del Comitato Ultimo Treno, assai vicino alle posizioni di Italia Nostra e del suo presidente, architetto Luigi Fressoia.

“I vantaggi del TramTreno sono accreditati anche dai massicci acquisti di questa tipologia di locomozione, scelta e attuata dai Paesi europei più avanzati, come Austria e Germania”.

La notizia da dove viene?

“Risulta che sia in atto una gara d’acquisto di veicoli per il sistema ferroviario leggero 504. Sei operatori di questi due Paesi stanno procedendo all’acquisto di sistemi a quattro carrozze. Si parla di bruscolini come 4 miliardi di euro, per il momento” [Se ne parla qui].

Su quali elementi si fonda la tua preferenza?

“Ci dice ufficialmente l’ingegnere di RFI, responsabile della Città di Castello-Ponte S.Giovanni, che le velocità massime raggiungibili (una volta che si saranno messi tutti i passaggio a livello in sicurezza e le apparecchiature per il controllo del traffico, secondo le normative di RFI) saranno, per gran parte del percorso, di 90 km/h”.

Quali i punti di forza della vostra proposta?

“Per le basse velocità consentite, da Sansepolcro a Terni, la linea non ha nessuna validità di dorsale: infatti i treni hanno sempre dovuto viaggiare tra Sansepolcro e Perugia S. Anna e tra Terni e Perugia S. Anna, ma mai treni diretti da Sansepolcro a Terni ignorando Perugia S. Anna. Che si rivela dunque nodo ineludibile”.

Per quale ragione?

“Perché i viaggiatori erano per lo più diretti verso il centro di Perugia e questi non avrebbero gradito il cambio di mezzo (rottura di carico) per salire a S. Anna, che in otto minuti si sarebbe raggiunta. La stessa cosa avveniva per la parte sud della linea. D’altronde, teorizzare treni che da Sansepolcro andassero a Roma via Todi non ha senso perché, per il treno proveniente da Sansepolcro, la via più veloce sarebbe per Ponte S. Giovanni, Foligno e Terni, non per Todi”.

Ma in passato, se non sbaglio, questa scelta è stata esperita.

“Sì, ma i risultati sono stati tanto negativi da indurre ad abbandonare l’esperimento”.

Come andare, dunque, da Sansepolcro a Roma?

“Semplicemente: è vincente l’autobus, grazie alla E45”.

Dunque una netta separazione del servizio nord-sud nella FCU.

“La separazione del servizio nord sud sulla FCU c’è sempre stata e nulla la può cambiare. Qualcuno addirittura teorizza una linea L’Aquila, Terni, Ponte San Giovanni, Sansepolcro, magari ad idrogeno! Soluzione approvata da 5 Stelle. Ma parliamo di scelte fattibili e in tempi brevi. Lasciamo stare il libro dei sogni!”.

Dunque, niente Aquila-Perugia?

“Questa soluzione non porta a nulla, proprio perché dall’Aquila a Perugia conviene per Foligno e Assisi, sia per il tempo di percorrenza che per il numero dei viaggiatori”.

Insomma, non sarebbe economicamente conveniente?

“Si sa benissimo che il futuro della ex FCU, passante in un territorio poco antropizzato, non può assolutamente sostenere un esercizio ferroviario, senza che lo Stato o la Regione intervengano con sostanziosi sussidi”.

Dunque?

“La soluzione TramTreno che riduce i costi d’esercizio del 40, e perfino del 50%, è obbligatoria. Oltretutto, i risultati del TramTreno in Europa che ha portato un aumento del 400 % dei viaggiatori, rispetto al servizio vecchio con i treni classici, riduce ulteriormente i costi”.

Quali le motivazioni, da parte dei decisori, contrari all’adozione del TramTreno? Questioni di principio, di reali motivazioni o… di business?

“La soluzione TramTreno in Italia ha i suoi contrasti che iniziano da RFI che non intende cambiare le proprie abitudini. Ma si oppongono anche i produttori di materiale mobile ferroviario che vogliono vendere i prodotti più costosi”

In conclusione?

“La linea in questione è indispensabile che venga usata per quello che potrebbe svolgere al meglio e cioè come metropolitana leggera di superficie con il TramTreno, nulla più! Anzi con il TramTreno rimarrebbe l’ipotesi di raccordo ferroviario per le merci, se si rendesse opportuno”.

Perché non seguire l’esempio dei Paesi europei più evoluti?

Se nazioni sviluppate come Austria e Germania lo stanno facendo, pare proprio che l’Italia voglia rimanere, come al solito, fanalino di coda nelle scelte rispondenti a una maggiore efficienza”.

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