Martedì, 16 Luglio 2024
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Toto-vescovo, nella successione al cardinale Gualtiero Bassetti a Perugia spunta monsignor Nazzareno Marconi

Nato a Città di Castello, ordinato dal vescovo Urru, già rettore del seminario regionale, dal 2014 è vescovo di Macerata

Il cardinale Gualtiero Bassetti è ufficialmente in pensione e la guida della diocesi è stata affidata al vescovo ausiliare e vicario monsignor Marco Salvi. Papa Francesco dovrebbe nominare il successore di Bassetti entro l’estate, ma nel frattempo “impazza” il toto-vescovo, tra strategie, nomi da “bruciare”, nomine impossibili e qualche accenno al probabile successore.

Diciamo subito che monsignor Marco Salvi, per regola di diritto canonico, in quanto ausiliare, non può essere nominato nella stessa diocesi. Per lui, quindi, si aprirebbero le porte di un altro territorio. In molti lo indicano già al posto di monsignor Riccardo Fontana ad Arezzo. Diocesi dalla quale, per altro, monsignor Salvi proviene.

La nomina del successore del cardinale Bassetti e le recenti nomine in persona episcopii di Gubbio-Città di Castello e Assisi-Foligno, sposta il discorso aulla più volte richieste dai pontefici riduzione delle diocesi italiane (sono oltre 200). I vescovi italiani hanno tentennato anche di fronte ai richiami di papa Francesco. E il Pontefice ha fatto, come suo solito, un intervento “a gamba tesa”, accorpando quasi tutte le diocesi che negli ultimi anni avevano perso per pensionamento il proprio pastore.

L’idea di fondo è quella di rimanere con le diocesi di Perugia, Terni, Spoleto, Assisi-Foligno, Gubbio-Castello e Orvieto-Todi.

La nomina a Orvieto-Todi di monsignor Gualtiero Sigismondi fa presagire che la diocesi rimarrà integra. Anche se, ci ripete, papa Francesco potrebbe di nuovo cambiare le carte in tavola, magari incastrando i pezzi di un puzzle che coinvolge la vicina Toscana.

Il nuovo successore del cardinale Bassetti potrebbe essere proprio monsignor Gualtiero Sigismondi che lascerebbe Orvieto-Todi, aprendo le porte alla soppressione della diocesi e al suo smembramento. La difficoltà di questo progetto? Monsignor Sigismondi sta facendo bene nel suo incarico nazionale all’Azione Cattolica. Troppo “perugino”, tra l’altro, come l’altro probabile successore. Quel don Paolo Giulietti, attualmente vescovo a Lucca.

Allora sarà il caso di guardare da un’altra parte, magari ad est, verso le Marche. Magari a quel monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e fresco di nomina alla guida della Conferenza episcopale marchigiana (nomina del 10 maggio).

Voci vaticane e umbre, cioè il consesso dei vescovi locali, danno il presule nativo di Città di Castello, biblista e rettore del seminario regionale umbro negli anni passati, come il più probabile successo di Bassetti. Talmente probabile che la mossa dei vescovi marchigiani di nominarlo alla loro guida, fa pensare che lo vogliano “blindare” e tenere a Macerata e nelle Marche. Troppi gli impegni religiosi e civili avvia negli anni e un trasferimento metterebbe tutto a rischio. Monsignor Marconi è a Macerata da otto anni e possiederebbe l’esperienza giusta per governare la diocesi perugino-pievese.

Si dice che lo stesso presule avrebbe respinto una eventuale richiesta di trasferirsi, ma se chiamasse papa Francesco la risposta non potrebbe che cambiare.

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