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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Attualità Umbertide

Terremoto, quasi 4 milioni per l'emergenza. Poi i fondi per la ricostruzione

Il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, in visita nelle zone più colpite dalle scosse del 9 marzo

Forse già nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri, la delibera del ministero della Protezione civile potrà essere approvata, decretando lo stato di emergenza nazionale per l'Umbria e in particolare per le aree, tra Perugia e Umbertide quelle più colpite, interessate dalle scosse di terremoto del 9 marzo. Il ministro Nello Musumeci, arrivato a Perugia alle 10 e ripartito dopo aver pranzato con i volontari della protezione civile al Coc di Umbertide, non ha portato l'atto firmato, ma la garanzia che si trattasse solo di ore. Tutto pronto, tutto in regola, "un valore veloce e preciso" spiega, congratulandosi per il lavoro svolto tanto dalla Regione che dai Comuni. Manca solo la formalizzazione. Si tratta, per l'esattezza, di 3 milioni e 750mila euro, stimati per fronteggiare l'emergenza abitativa della popolazione rimasta senza casa. Lo stato di emergenza, nei prossimi 12 mesi, consentirà di assistere concretamente i cittadini, per esempio, con il Cas per chi dovrà andare in affitto, ma, ha spiegato, ci sono anche delle soluzioni in via di perfezionamento con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, anche lui presente al sopralluogo, per quelle famiglie che hanno difficoltà a trovare una soluzione autonoma e che, dopo un mese, vivono nei centri di accoglienza. Come la famiglia nordafricana nel palazzetto di Pierantonio, con cui il ministro si intrattiene e ascolta le rischieste e la disperazione, il timore di aver bruciato le fatiche di una vita, trascorsa per larga parte proprio a Pierantonio. "A persone come quel padre di famiglia le istituzioni devono dare risposte, bisogna sostenerli perché la loro sfiducia possa recuperarsi a un rapporto di speranza e certezza nei confronti dello Stato".

Superata la fase critica dell'emergenza, grazie anche a questi fondi, si passerà alla ricostruzione e al successivo stanziamento di fondi, 350 milioni di euro i danni stimati dalla Regione Umbria. "La ricostruzione sarà una seconda fase, per quel momento avremo concluso un quadro analitico delle necessità" ha sottolineato la presidente della Regione, Donatella Tesei. Mentre il ministro ha ricordato che il gfoverno è al lavoro per un ulteriore provvedimento dedicato alla ricostruzione post eventi naturali, "perché la ricostruzione deve avere una data d'inizio e una di fine, non si può rimanere nelle macerie per 20, 30, 40 anni". Un'ulteriore garanzia, insomma, sul fatto che già in queste zone si dovrebbe procedere secondo una tabella di marcia stabilita, "certo del tempo sarà necessario", ha invitato alla pazienza il ministro. Poi c'è il futuro e il cambio di mentalità che diventa necessario: “Si dice sempre che dobbiamo evitare che nel futuro si ricada nella stessa situazione. Questo, in una parola, si chiama prevenzione. Ricordiamoci che il terremoto, la frana, l’alluvione, tornano. Non sappiamo quando, ma abbiamo la certezza che tornano. Per questo dobbiamo attrezzarci, dobbiamo essere maggiormente consapevoli e responsabili del proprio ruolo. Un cittadino che sa quali sono le vulnerabilità del territorio in cui ha deciso di vivere è un cittadino informato e se lo è, può diventare un soggetto attivo nella gestione delle emergenze, ma soprattutto può attrezzarsi sapendo che il rischio zero non esiste ma può certamente ridurne le conseguenze” 

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