Festa della polizia al Tempietto, nella casa del patrono San Michele

Presenti il questore Finocchiaro, il prefetto Sgaraglia, il Procuratore Fausto Cardella e il sostituto Giuseppe Petrazzini, per il Comune l’assessore Cristina Bertinelli, più tanti rappresentanti della società civile e parrocchiani di don Fernando Sulpizi

Festa della polizia al Tempietto, nella casa del patrono San Michele, principe delle milizie celesti. Manifestazione partecipata e sentita, anche da tanti cittadini. Presenti il questore Finocchiaro, il prefetto Sgaraglia, il Procuratore Fausto Cardella e il sostituto Giuseppe Petrazzini, per il Comune l’assessore Cristina Bertinelli, più tanti rappresentanti della società civile e parrocchiani di don Fernando Sulpizi.

Celebrazione liturgica con una omelia sintetica ed efficace. “Improntiamo la nostra vita alla ricerca e al trionfo della Verità – dice il celebrante – per contrastare il male, Satana”. Il simbolo del male è infatti, il demonio, il diavolo che, in senso etimologico (diàbolus) dal greco “diabàllo”, divido, è cultura della divisione e dei contrasti. Condividere dunque la comune ricerca della verità e il trionfo del bene. Impegnarsi per la protezione degli individui e della società. “Organo dell’amore è il cuore – prosegue il sacerdote – che con i suoi termini sistole e diastole simboleggia il dare e l’avere, lo scambio proficuo, la finalità condivisa”.

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Uomini e donne in divisa hanno ascoltato con attenzione. Leggendo le “intenzioni” da loro stessi elaborate, hanno dato la misura della consapevolezza della propria missione. Alla fine della messa, la preghiera della Polizia di Stato al Patrono. Infine la consegna dei riconoscimenti per meriti di carattere professionale, per l’impegno, la dedizione, gli atti di professionalità e di coraggio. Numerosi coloro che hanno ricevuto la pergamena in un clima di fraterna colleganza. Tante le foto. Compresa quella (in pagina) scattata davanti al Tempio di San Michele Arcangelo.

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