INVIATO CITTADINO Teatro Morlacchi, recuperiamo il sipario storico

Ma che fine ha fatto lo storico sipario (1814) del teatro comunale Morlacchi? Si dice che giaccia, sommariamente ripiegato, in qualche recesso della depositeria comunale al Pian di Massiano

Il sipario storico con Biordo Michelotti

Ma che fine ha fatto lo storico sipario (1814) del teatro comunale Morlacchi? Si dice che giaccia, sommariamente ripiegato, in qualche recesso della depositeria comunale al Pian di Massiano. Eppure ha un grande valore storico e identitario. Perché non recuperarlo con l’Art Bonus? Pare giusto lasciarlo ammalorare e perderne definitivamente memoria?

È noto – ce lo racconta Fausto Luzi nel suo splendido volume “Il teatro Morlacchi di Perugia”, 2006 – che l’inaugurazione del teatro avvenne nel 1781 con la rappresentazione di due drammi del Metastasio: “Didone abbandonata” e “Artaserse”.

“Nel 1814 gli Accademici decisero di rinnovare la decorazione della sala”, racconta Luzi e precisa che fu allora realizzato anche un nuovo sipario. È quello di cui stiamo parlando. Raffigura l’imeneo (il matrimonio) di Trasimeno con la ninfa Agilla. Il paesaggio lacustre fu realizzato da Luigi Tasca, mentre le figure furono eseguite da Gaspare Coccia. Di queste informazioni l’Inviato Cittadino resta debitore nei confronti dell’amico Fausto Luzi.

Devo invece allo scrittore Marco Pareti e al suo sodale, il fotografo Stefano Fasi, l’idea di procedere al recupero di questo significativo bene culturale. Tanto che Pareti si è premurato di coinvolgere nell’operazione alcune amministrazioni della zona lacustre, che probabilmente aderiranno. Il Comune di Magione (col sindaco Giacomo Chiodini, figura di riferimento dei sindaci del Lago, e l’assessore Vanni Ruggeri) potrebbe essere capofila. Il coinvolgimento dei Comuni lacustri dovrebbe essere scontato, sia perché il sipario rappresenta il loro territorio, sia perché l’effige di Trasimeno e della Ninfa Agilla rivestono un valore fortemente identitario.

Chi scrive non ha mai visto dal vero questo artistico manufatto, di cui esistono dei disegni. Ne ha visto però il successore, tuttora disponibile. Racconta Luzi: “Nel 1874 si realizzò un nuovo sipario di stampo patriottico, che rappresenta il ritorno di Biordo Michelotti a Perugia, opera di Mariano Piervittori. Questo altro sipario storico è presente al Morlacchi e – sebbene bisognoso anch’esso di restauro – è perfettamente leggibile e viene utilizzato come sfondo in speciali occasioni”. Ma quello del mitico Trasimeno e della ninfa Agilla giace negletto – lo ripeteremo fino allo sfinimento – al Pian di Massiano.

L’Inviato Cittadino rivolge l’appello alla consigliera Lorena Pittola, delegata per l’Art Bonus. Vogliamo parlarne, con Luzi, Pareti, Fasi e i sindaci del Lago? Si potrebbe sdoganare quella ingiusta “prigionia” in cui sconta l’isolamento quel prezioso sipario del 1814.

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