INVIATO CITTADINO "La struttura del teatro Morlacchi è stata migliorata"

Il Morlacchi è più bello e più sonoro di prima. Il direttore Aldo Lorenzi smentisce categoricamente presunti danni a carico dell’acustica del maggior teatro cittadino

Il Morlacchi è più bello e più sonoro di prima. Il direttore Aldo Lorenzi smentisce presunti danni a carico dell’acustica del maggior teatro cittadino. Ed esclude categoricamente che i lavori da poco conclusi possano ostare alla realizzazione e proposizione di opere liriche.

Chiacchiere disinformate. Un rumor pretestuoso e una leggenda metropolitana, assolutamente destituiti della minima veridicità, quelli che circolano dopo gli interventi migliorativi al teatro dei borghesi perugini (nato dopo quello dei nobili: il Pavone). Dicerie da smentire immediatamente.

Sonorità migliorata. Nulla è compromesso, anzi: è meglio di prima. “La struttura del teatro è intatta, nulla è stato danneggiato. Caso mai, migliorato”, assicura Lorenzi.

Nulla vieta di poter realizzare spettacoli lirici: lo spazio per l’orchestra non solo non è stato tolto, ma risulta incrementato.

Per una semplice ragione: ai 45 metri di sempre ne sono stati aggiunti i 4 della buca del suggeritore.

Abolita la ormai inutilizzata buca del suggeritore. Questa sì, abolita e rimosso il box che impegnava spazio. Considerando una media di un metro quadrato per musicista, oggi ne possono essere accolti una cinquantina.

“Vedrete il tutto nello spettacolo, previsto per giugno, per l’organizzazione di Tirilli”, conferma il direttore.

Il golfo mistico o spazio per l’orchestra è infatti lì: si tratterà di smontare le prime due file di poltrone, realizzate con un sistema che ne facilita la temporanea rimozione. Ma la buca è lì, ben visibile. La fossa d’orchestra, ossia lo spazio riservato all’orchestra che suona dal vivo, posta tra il proscenio e la platea, è sempre là, leggermente infossata.. Si tratta di rimuovere il praticabile e montare la balaustra. Il resto viene da sé.

Un chiarimento anche sull’acustica. Lungi dall’essere stata danneggiata, l’acustica è addirittura migliorata, a parere di Lorenzi. “Lo vedremo in modo palmare quando una ditta specializzata in misurazioni fonometriche lo certificherà. Si tratta di un’azienda di Pesaro (la patria di Rossini, ndr) che fa capo a Marco Facondini, ingegnere del suono, uno dei massimi esperti in materia”.

Non esiste danno di sorta sulla forma ‘all’italiana’. Quanto, poi, al danno che sarebbe stato arrecato dal punto di vista del ‘teatro all’italiana’, indicato con lo schema a croce delle poltrone in platea, si tratta di documentarsi. Sono balle. Lorenzi propone una breve diegesi storica, ricordando che il teatro all’italiana del 700/800 nasce con platea dove gli spettatori assistevano in piedi agli spettacoli (come nel teatro elisabettiano). Circa la disposizione delle poltrone, esistono due configurazioni: una col corridoio centrale a croce col secondo (quella di prima), e una fatta di due corridoi laterali, come quella attuale del Morlacchi. È falso asserire che sia stata violata una regola. Esistono teatri storici con entrambe le strutture. Non c’è una norma assoluta e codificata.

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Insomma: tanto rumore per nulla. Per restare in tema teatrale shakespeariano.

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