Tagli bus,120mila chilometri in meno per un risparmio di 210mila euro. L'assessore Merli: "Sarà un agosto da incubo"

La razionalizzazione del servizio, voluto da Regione e BusItalia, a Perugia non inciderà sul trasporto scolastico

Il trasporto pubblico, al netto dei tagli resi necessari dalla Regione e da BusItalia, si avvicina al collasso. Il mese di agosto, dice l'assessore comunale ai trasporti, Luca Merli, "prendere un mezzo pubblico a Perugia sarà una chimera". Taglio delle corse, chiusura del minimetrò per la necessaria manutenzione e soppressione dei buxini Acap dall’8 al 26 agosto. Una combinazione da crisi vera quella che l'assessore ha illustrato nel corso della seduta della IV commissione. 

I numeri. Il taglio che riguarda il territorio comunale di Perugia -ha spiegato ancora Merli- è di complessivi 120mila chilometri, per circa 210mila euro di risparmio. "Ci siamo battuti sia come Comune che come Anci, contro questa decisione della Regione e la revisione delle corse effettuata da BusItalia. Abbiamo raccolto le rimostranze e le esigenze dei cittadini e abbiamo aperto un tavolo di confronto con l’azienda, ottenendo il recupero di alcune corse, come quella in fascia lavorativa da Umbertide la mattina presto, ma a scapito di altre. I tagli  avrebbero dovuto riguardare i trasporti nella fascia morbida, tutelando gli orari in fascia lavorativa, ma purtroppo non sempre è stato così, con gravi danni per gli utenti su tutto il territorio comunale, soprattutto per chi abita nelle aree più periferiche. Abbiamo anche provato a proporre soluzioni alternative, come per esempio, alcuni tagli al trasporto su ferro anziché su gomma, che avrebbe comportato risparmi maggiori, ma senza risultato”.

Il "caso" Iva non versata e i conti del Comune di Perugia. Il disavanzo relativo al presunto mancato versamento dell’Iva da parte dei Comuni, che risale al 2006, ha spiegato ancora l'assessore Meli, e che la stessa richiesta di versamento dell’imposta da parte della regione sarebbe illegittima, “se tale richiesta poteva valere fino al 2012, con l’entrata in vigore del federalismo fiscale la regione non può più pretendere il versamento dell’iva nelle proprie casse, perché la legge prevede che venga versata dai Comuni direttamente all’erario. 

Sulla questione dell’Iva, lo stesso dirigente alla Mobilità Naldini ha precisato ulteriormente che il Comune di Perugia ha sempre pagato l’iva all’interno del corrispettivo pagato all’azienda di trasporto. Tra il 2006 e il 2011, secondo quanto riportato dal dirigente, lo Stato ha introdotto un meccanismo di aiuto ai Comuni restituendo una quota parte dell’iva versata sul corrispettivo. “Ora - ha spiegato Naldini - dobbiamo tenere conto del fatto che se alcuni Comuni dell’Umbria non spendono molto o addirittura niente per il tpl, coperto interamente dal fondo trasporti, il Comune di Perugia, invece, ha una copertura che arriva solo al 60% del costo, il restante 40% viene dal bilancio comunale. Di conseguenza, anche l’iva versata dal Comune rappresenta un ammontare consistente. In concreto, il contributo che lo Stato ha restituito, per il periodo 2006/2011, al Comune è pari a 4 milioni e mezzo circa, ma per gli stessi anni l’iva pagata sulla quota proveniente dal bilancio comunale assomma a 4,2 milioni circa, quindi ciò che resta da versare alla regione sono più o meno 380mila euro, che peraltro abbiamo a bilancio e siamo pronti a versare".

Il trasporto scolastico.  Il trasporto scolastico è un servizio a domanda individuale, complementare al Tpl, di esclusiva gestione del Comune di Perugia, quindi non toccato dai tagli suddetti. “Attualmente - ha spiegato in commissione il dirigente Piero Martani - abbiamo un parco mezzi completamente rinnovato, di 70 scuolabus, tutti da 32 posti, di cui, mediamente, ne vengono impiegati dai 50 ai 55. Il servizio copre tutto il territorio comunale, arrivando anche alle frazioni più lontane, con una potenzialità in termini di km che arriva a un milione di km annui. “I servizi relativi al trasporto scolastico -h a spiegato ancora Martani - afferiscono principalmente all’entrata e uscita dalla scuola, ma vi rientrano anche le brevi uscite didattiche, l’accompagnamento per attività fisica fuori palestra, servizi più personalizzati, come per esempio, quello rivolto agli utenti portatori di disabilità e il servizio rivolto a scuole speciali e centri di riabilitazione come il Serafico e il centro di riabilitazione di Fratta Todina. Complessivamente riguarda circa 1.800 utenti circa ed ha un costo di 1,5 milioni l’anno, con una compartecipazione da parte delle famiglie che copre circa il 30% dell’importo.”

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