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Buche e voragini fra le strisce blu. A chi spetta la manutenzione, chi rimborsa i danni a persone e cose

Queste aree erano inizialmente adibite a parcheggio privato, ma, in seguito, sono divenute proprietà private “di uso pubblico”. Una specie di esproprio mascherato

Buche e voragini fra le strisce blu. A chi spetta la manutenzione? Chi risponde di eventuali danni alle persone e alle cose?

Il nostro servizio ha scatenato reazioni e interrogativi. Uno dei più frequenti suona: a chi spetta la manutenzione delle zone dissestate? O anche: se uno cade e si fa male, chi paga? In aggiunta: se si sfascia la macchina, chi ne risponde?

Le domande non sembrino peregrine perché prospettano questioni (pratiche e giuridiche) di un qualche interesse… che non sta a noi indagare. E che giriamo, per competenza, ai funzionari del Comune, agli esperti di diritto, alla Società concessionaria. A chi, insomma, può fornire una risposta motivata e competente.

Ci segnalano, ad esempio, che in qualche caso le strisce blu sono state disegnate su aree che risultano catastalmente come pertinenze dell’edificio che vi si affaccia. Insomma: il condominio ha acquistato un lotto, ha tenuto le distanze di legge dalla pubblica via, con la superficie di rispetto, ed ha costruito.

Queste aree erano inizialmente adibite a parcheggio privato. Ma, in seguito, se non delimitate da sbarre o catene, sono divenute proprietà private “di uso pubblico”. Una specie di esproprio mascherato.

Il Comune, dal canto suo, ha stipulato una convenzione con la società che si occupa dei parcheggi.

A questo punto, ci si chiede: “Chi ha l’onere di intervenire, laddove si creino buche e avvallamenti, conseguenti all’uso e all’abuso di queste superfici, logorate da pneumatici e divenute talora impraticabili? Spetta al privato, che in certi casi resta pur sempre proprietario dell’area? Spetta al Comune, che ha dato la concessione? Tocca al concessionario, che ne trae profitto?

Sono quesiti che giriamo agli avvocati, agli esperti, ai competenti.

L’amico avvocato Marco Brusco, più che dare un parere legale, propone un’osservazione di carattere generale: “Se l’area è di proprietà comunale, ovviamente è sempre responsabile il Comune, anche se l’ha data in concessione. Negli altri casi è responsabile chi è proprietario dell’area. Questa è la regola generale”.

I condomini rizzano le orecchie ed entrano in fibrillazione.

Dice un condomino all’Elce: “Dato che i parcheggi vengono principalmente utilizzati dai clienti dei negozi, credo che dovrebbe spettare ai titolari di quelle attività l’onere del ripristino”.

Aggiunge: “Se qualcuno si fa male, e non pagano il Comune né la concessionaria, deve pagare il condominio?”.

Conclusione, a denti stretti: “Non vorremmo essere noi a dover subire, oltre il danno, pure la beffa”.

Ai giuristi il compito di esprimere un motivato parere, districando l’intricata matassa. Ma la questione da noi sollevata, in questa calda estate, è più che calda: bollente!

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