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LA CURIOSITA' Arriva San Martino, castagne e vino, e protettore dei cornuti, sì, ma a 4 zampe... tradizioni e detti perugini

Arriva San Martino (domenica 11 novembre) con le tradizioni popolari connesse.

Clima e temperature
S
econdo le previsioni, anche quest’anno potremo godere della cosiddetta “estate”, rifacendoci al detto “L’estate de san Martino dura tre giorni e m pochino”. Sempre in senso meteorologico si dice “Per san Martino l’inverno è più vicino”, con palese riferimento all’avvicinarsi dei rigori invernali.

Cosa si mangia… e si beve
Sul piano enologico, è sempre
viva la battuta “Per san Martino ogni mosto dovènta vino”. Ma non è da trascurare nemmeno l’olio nòvo, detto anche “primo olio”, perché la raccolta è avvenuta a olive ancora verdi. Ne ho assaggiato e garantisco che è straordinario per sapore e  profumo (senza dire, per carità!, che è quello di Batta).
 

Castagne e vernaccia o vino nuovo. La tradizione è anche quella delle castagne e vernaccia o vino nuovo.

Si ripropone il detto “Caldaròste a san Martino… nnaffiate col nòvo vino”. In certe zone dell’Umbria, le caldarroste sono dette “brige”.  San Martino in Colle è in atto la Festa del vino e delle castagne (41.ma edizione): ci andremo lunedì con la Famiglia Perugina di Giovanni Brozzetti. A quando la ripresa del tradizionale concorso poetico in vernacolo intestato a Umberto Calzoni, padre del nostro Museo Archeologico? Per l’intanto, si annuncia un convegno, e non è poco.

Perché l’oca?
Per la festività si mangia l’oca, in memoria della tradizione secondo la quale Martino, modesto e ritroso, non volendo essere nominato vescovo, si sarebbe nascosto in uno stalletto di oche che, col loro starnazzare, ne avrebbero disvelato la presenza. L’episodio è un archetipo, del tutto analogo a quello delle oche del Campidoglio.

La civiltà rurale

San Martino è protettore dei traslochi perché in questa data – dopo il raccolto di grano, uva e olive – si rinnovavano o si disdicevano i contratti agricoli e quindi qualche famiglia doveva andarsene dal podere.

… e le corna? Anche Martino (come san Giuseppe, padre…. putativo) era considerato protettore dei cornuti. Ma, attenzione! San Martino è in origine protettore dei cornuti “a quattro zampe”… non dei bipedi! La motivazione del protettorato ai mariti traditi è da ricondurre alle famose fiere del bestiame bovino (“cornuto”) che si tenevano in questa ricorrenza. Altri sostengono che la data 11/11 equivalesse al segno delle corna. Insomma: dai quadrupedi ai bipedi il passo è breve!

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