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Domenica, 23 Giugno 2024
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Oltre la parata, storie d’amore e battaglie dell’Umbria Pride: dalle Famiglie Arcobaleno a Lucy B

Valeria Santocchia: "Per diventare genitori adottivi dei nostri figli dobbiamo ricorrere alla step-child adoption"

L’immancabile Raffaella Carrà risuona nelle orecchie di tutti i partecipanti dell’Umbria Pride 2024. Calze a rete, maglie trasparenti, lunghe parrucche bionde, ali di fata e slogan scritti sul corpo: “Sorelle, bruciamo tutto”. Poi ancora Beyoncè, Madonna, un grido d’uguaglianza, un inno alla diversità, un appello per la Palestina libera. Una parata, una festa, una manifestazione allegra, solidale e sopratutto gentile. E dietro ogni corpo e ogni mente che sfila per le strade di Perugia c’è una storia, una vita da raccontare, un diritto da conquistare. 
C’è Lucy B, la Drag queen che si ispira alla rapper Cardi B, c’è Sofia al suo primo Pride a Perugia e poi c’è Valeria di Famiglie Arcobaleno che balla con le sue figlie, due splendide gemelle. 

Lucy B indossa tacchi vertiginosi e grandi occhiali da sole. Nato da madre brasiliana e padre perugino, è un ballerino e a volte una Drag queen: “Quando mi va di essere più egocentrico del solito tiro fuori il mio lato più femminile e riesco a essere più estroverso. Creo dei look diversi, cambio parrucca, cambio immagine e mi sento molto più definito” racconta Lucy che a 24 anni per la prima volta si esibisce al Pride. 

Con le sue lunghe gambe si muove nel corteo come una vera diva: “Avevo davvero bisogno di esprimermi ancora di più e questo mi sembrava il giorno adatto per farlo. Io non sono mai diventato un Drag queen, è quello che sono sempre stato, fin da piccolo metto il rossetto e mi ispiro a Cardi B e alla sua forza”. 

La vita a Perugia non è stata sempre facile, ha affrontato il bullismo da bambino ma ha raccontato che per fortuna il suo grande ego è servito a superare le difficoltà. All’inizio la sua famiglia ha faticato ad accettarlo ma col tempo hanno compreso il suo essere e oggi Lucy spera di poter esprimere sempre di più la sua vera essenza. 

“È l’amore che crea una famiglia” si legge sulla maglietta della figlia di Valeria Santocchia, referente del gruppo Umbria di Famiglie Arcobaleno. Questo semplice ma potente messaggio racchiude la natura del lavoro e dell’impegno di Valeria e di molte altre persone che lottano per il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali in Italia.

Valeria ci racconta: “L’associazione ha ormai trent’anni di storia e nasce dall’esigenza delle prime coppie pionieristiche di donne di tutelare i loro diritti e quelli dei loro figli. Parliamo di coppie che non avevano diritti né nel matrimonio né nella separazione. Ora la situazione non è migliorata e restano ancora molte sfide da affrontare”. 

Il percorso per ottenere il riconoscimento legale dei diritti dei figli nelle famiglie omogenitoriali è tutt’altro che semplice. Valeria spiega: “Per diventare genitori adottivi dei nostri figli le mamme e i papà cosiddetti intenzionali, io sono una mamma intenzionale delle mie figlie perché non le ho partorite, devono ricorrere alla step-child adoption. Si tratta di un istituto che rappresenta un tentativo di vedere riconosciuti i diritti dei nostri figli e i nostri”.

Le figlie di Valeria, due gemelline bellissime, sono il simbolo vivente dell’amore che unisce queste famiglie. Ogni passo verso l’uguaglianza dei diritti è un passo verso un futuro in cui ogni bambino, indipendentemente dalla composizione della sua famiglia, possa godere degli stessi diritti e delle stesse opportunità.

E poi c’è Sofia Cappello, la studentessa di Udine arrivata a Perugia per i suoi studi: “Mi sono unita al gruppo di ragazze e ragazzi dell’Udu perché ho sempre preso parte a queste iniziative anche nella mia città. Quando sono arrivata qui, cercavo la mia bolla felice e ho trovato una vera famiglia”.

Per Sofia questo è il suo primo Umbria Pride e sottolinea con forza l’importanza di celebrare i progressi compiuti nell’ambito dei diritti pur riconoscendo la necessità continua di manifestare. “Il fatto stesso che io sia qui dimostra che c'è ancora molto lavoro da fare - spiega Sofia - Vengo da un luogo dove il Pride non è mai stato un evento pacifico, dove le contro-manifestazioni sono all’ordine del giorno. Proprio per questo motivo è importante che la nostra voce sia ancora più forte. Questa è la mia prima esperienza a Perugia e sono carica di energia” conclude la studentessa dal trucco che evoca i colori e la magia degli abissi marini.

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