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STORIE DI DONNE Dal Brasile all'Umbria con amore e per amore: Georgia Cagneti e la passione per la didattica delle lingue straniere

Una ricercatrice con la passione per l'insegnamento dell'inglese che, raggiunta l'Italia per motivi di studio, ha deciso di rimanere per via dell'incontro "della vita" e per poter continuare nel suo sogno di rendere il mondo migliore attraverso una sana istruzione dei più piccoli

Credere in un mondo e in un domani migliore a partire dai bambini. Coltivare in essi l’istruzione a una vera apertura mentale capace di tirare fuori, da ciascuno, il meglio di sé.

Georgia Cagneti, classe 1980, era partita dal Brasile a 21 anni per seguire la madre, docente universitaria, che si recava in Italia per un incarico universitario, per la durata di un anno. Georgia era una studentessa e ricercatrice nell’ambito della letteratura per l’infanzia e già dall'età di 19 anni insegnava lingua inglese.

Ma il biglietto di ritorno dall’Italia al Brasile, Georgia non l’ha utilizzato, perché nel nostro Paese ci è rimasta e ci è rimasta per amore e con amore…

Infatti dopo pochi mesi ha incontrato quello che sarebbe diventato il suo futuro marito, incontro che ha “scombussolato i piani”, ma che è stato un bene perché le ha permesso di realizzare i suoi sogni professionali, coronando anche i sentimenti del cuore, come racconta a Perugia Today.

“Quando mi sono resa conto che volevo rimanere in Italia, ho ricominciato gli studi qui a Perugia, prendendo la laurea in Mediazione Linguistica e la laurea specialistica in lingue. Sono stata per alcuni anni in Germania per approfondire gli studi sulla didattica delle lingue, la mia grande passione. Così ho iniziato a fare l'insegnante, traduttrice e interprete, collaborando con varie agenzie di formazione.

Con mio marito ci siamo sposati e ed è nato il nostro primo figlio. Poi abbiamo provato a tornare in Brasile, dove io mi sono occupata di organizzare eventi culturali e lui ha aperto un ristorante. Ma le cose non sono andate come speravamo, e alla fine abbiamo fatto ritorno in Italia, nella nostra casa a Corciano e io ho ripreso l’insegnamento. Da qualche anno ho trovato la mia realizzazione professionale nella direzione di una importante scuola di lingue a Perugia, dove ho potuto mettere a frutto la mia esperienza sia come insegnante, sia come studiosa di didattica: avendo conosciuto molti sistemi formativi diversi (quello americano, quello tedesco, quello anglosassone) mi sono resa conto di cosa non funziona nella didattica delle lingue straniere in Italia, e soprattutto nell'insegnamento dell’inglese”.

Georgia, come riesce a conciliare la tua grande passione per il lavoro e la famiglia?

“Come tutte le mamme che lavorano faccio molti incastri! Anche perché da un anno sono diventata nuovamente mamma di un maschietto, e questo mi ha costretto a riorganizzare nuovamente la mia vita familiare… con gioia e a ritmo di samba! 

In realtà seguire mio figlio più grande nelle tappe scolastiche, alcune delle quali svolte proprio in Brasile, è stato per me fonte di confronto e stimolo alla riflessione sugli approcci allo studio delle varie materie: credo che la scuola italiana abbia aspetti positivi, ma anche grosse lacune, come nell’insegnamento della lingua ignlese. Infatti in Italia siamo molto indietro come conoscenza dell’inglese tra i giovani e questo non può che essere un  problema per il futuro lavorativo dei nostri figli…”

Quindi come affronta a partire dai suoi figli ma anche nella scuola da lei diretta l’approccio alla lingua inglese?

“In maniera molto naturale, innanzitutto proponendo lo studio delle varie materie scolastiche in iglese, noto come metodo Clil (Content and Learning Integrated Learning) e poi utilizzando la lingua nei vari momenti della giornata: dal pranzo ai compiti, al momento del relax. E non solo l’inglese! perché diventare poliglotti non è una sfida impossibile, ma bisogna abituare la mente fin dalla più tenera età. Parlare una lingua non nativa, infatti, non è una questione di bravura o predisposizione, ma è una questione comunicativa: dobbiamo allenare la mente e il linguaggio all’andare verso l’altro, a farci capire. Se partiamo con questo approccio, non sarà difficile imparare nuove lingue. Nel mio caso, questo mi ha permesso di trovare l’amore e di realizzare il mio sogno lavorativo per la vita!”.

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