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Martedì, 17 Maggio 2022
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STORIE DI DONNE - Erminia Battista, il medico che ha inventato il Piedibus del Ben Essere: "Tutto è partito da una storia personale di rinascita"

Il Piedibus del Ben Essere è nato in capo alla Usl Umbria 1 nel 2009 ed ha ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti scientifici a livello nazionale

Oggi a sentire parlare di Dpcm viene da tremare, pensando a quello che è avvenuto nelle nostre vite con la pandemia, e a quanto ancora sta avvenendo sul piano sociale. Ma non sempre è stato così. Era il 2007 quando uscì il Dpcm “Guadagnare Salute”: una misura voluta dal Governo per promuovere e stimolare buone pratiche per la salute nella popolazione italiana.

Allora, la dottoressa Erminia Battista, medico di sanità pubblica al servizio del Dipartimento di Prevenzione della USL Umbria 1 (in attività fino a poco tempo fa) con l’incarico di promozione di stili di vita salutari, ebbe un’idea rivelatasi poi molto fortunata.

“Il mio compito era quello di individuare strategie per promuovere l’attività fisica nella popolazione. Personalmente, venivo fuori da un incidente stradale che mi aveva bloccata per un po’ di tempo, mi avevano detto che non avrei più potuto camminare... E invece attraverso il nordic walking mi sono rimessa piano piano in movimento e ho fatto del cammino la mia ragione di vita. Così, stimolata da questa esperienza personale di rinascita, ho scelto di promuovere la camminata perché mi permetteva di arrivare a tutte le fasce sociali e a tutte le età, con un’attenzione sempre alle fasce più disagiate. Il cammino permetteva di raggiungere tutti. Spinta dai dati preoccupanti dell'obesità nella popolazione infantile, ho iniziato così nel 2009 con i bambini a promuovere il Piedibus scolastico, un percorso da casa a scuola guidato da accompagnatori: la prima esperienza è partita da Deruta”.

Quali sono state le difficoltà che ha incontrato nel promuovere il Piedibus?

“I bambini erano disponibili a camminare, ma mancavano gli accompagnatori, gli adulti disponibili a impegnarsi nel servizio. E ho capito allora che dovevo lavorare sulla comunità nel suo insieme. Così ho cominciato a proporre il Piedibus agli adulti, cercando di rendere il cammino seduttivo, diciamo più allettante del divano... La gente doveva trovare un motivo per uscire di casa e venire a camminare: così ho pensato di abbinare la cultura: momenti di lettura nelle pause della camminata, ma soprattutto visite a quei siti che normalmente sono chiusi o frequentati solo dai turisti; tappe tra i tanti scorci affascinanti del nostro territorio che non sono normalmente battuti dalla massa. Per venire incontro alle esigenze delle varie fasce di età, nel tempo, oltre alle linee scolastiche, sono nate le linee serali e pomeridiane e tante edizioni speciali del Piedibus del Ben Essere. A questo poi, si è unito il senso della cura con il Giardinaggio di Comunità: abbiamo iniziato a frequentare parchi o angoli del territorio degradati, per i quali abbiamo iniziato delle piccole attività di manutenzione e recupero, facendoli tornare a splendere per il beneficio della collettività e aiutando i cittadini a riscoprire l'amore per quelle parti più nascoste e abbandonate della città”.

Che cosa è emerso da questa esperienza, che pian piano ha iniziato a coinvolgere centinaia di persone?

“Il Piedibus del Ben Essere è promozione della salute a tutto tondo, non solo un’attività fisica: quello che ho voluto privilegiare è stato l’aspetto della socializzazione, il recuperare il rapporto con se stessi e gli altri, aspetto che per me è predominante in sé. Perché chi cammina per fare attività fisica, lo può fare comunque. Ma il mio obiettivo è quello di stanare i sedentari veri, quelli che hanno più difficoltà a uscire per tanti motivi… ecco perché l’ho chiamato Piedibus del Ben - Essere, uno star bene a 360° che non riguarda solo la salute fisica, ma una salute psicofisica e anche spirituale e sociale. Quello che è accaduto è che le persone venivano a camminare con noi perché si sentivano accolte in un gruppo che diventava come in una famiglia. Abbiamo raccolto nel corso di questi anni testimonianze anche commoventi, di persone che si sono sentite rinascere da questa semplice ma sincera compagnia, condivisione, attività. Abbiamo incontrato tante storie dolorosissime, persone abbandonate, anche giovani, con vite difficili. E’ stato un’intercettazione di un bisogno latente, che non viene espresso dalle persone. E non parlo solo di anziani, ma di varia età: magari persone vedove o separate, o che hanno perso il lavoro… Il Piedibus risponde al bisogno degli individui di sentirsi integrati, appagati”.

Con la pandemia il Piedibus del Ben Essere ha subito una battuta d’arresto, ma non significa che si sia fermato:

“Prima della pandemia eravamo arrivati  a 25 linee serali attive sul territorio, con 2000 presenze a settimana; abbiamo abbassato l’indice di sedentarietà della popolazione nella USL 1 al 18% di sedentari, contro il 34% della media nazionale, anche perché facciamo rete con tutte le agenzie, le associazioni che promuovono il cammino e la socialità; ed è bello lavorare in rete… La mia idea è quella dell’inclusività. Ora pian piano stanno ripartendo le varie linee. Pensiamo di incrementare le linee pomeridiane che sono molto richieste dalle persone anziane. Attualmente ci appoggiamo ad Avis che, oltre a condividere naturalmente la promozione della salute e della socialità, ci dà l’opportunità di essere coperti dal punto di vista assicurativo per i Walking Leader, ovvero gli accompagnatori volontari, che hanno il merito di garantire la continuità dell’iniziativa. Le linee scolastiche, in qualche situazione, sono sostenute dall’Amministrazione Comunale, che fornisce accompagnatori attraverso l’Auser. Tutte le informazioni per aderire al Piedibus sono disponibili sul gruppo Facebook Piedibus del Ben Essere”.

Insomma, l’idea del Piedibus per lei è stata una vera e propria missione: non solo camminare per stare bene con il corpo, ma stare bene anche con l’anima (e quanto ne abbiamo bisogno, di questi tempi!).

“Io la chiamo un’operazione a tutto tondo di promozione della bellezza. Dei valori grandi della vita, della socialità, dell’ambiente e del rispetto del più debole. Avere una visione di salute olistica, complessiva, permette alle persone di crescere, sia umanamente che culturalmente e di fatto alcune persone sono cresciute, sono diventate protagoniste”.

La dottoressa Erminia Battista, con il suo Piedibus del Ben Essere, ha visto “lontano” e questa lungimiranza ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali, tra cui 1° Premio Nazionale Comunicazione, Nuovi Media e Informazione per la Salute 2012; il Premio Innova Salute 2017 dal Forum PA; il Premio Cultura, Socialità e tempo libero, promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino – Regione Piemonte 2018. L’iniziativa è stata inoltre riconosciuta come strategia innovativa di Promozione della Salute ed è stata inserito nel catalogo delle Good Practices di Community Building, nell'ambito del progetto "Community building network a tutela della salute" promosso da CERGAS - Università Bocconi.

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