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Perugia e il Papa: una storia di conclavi, tirannie, perversioni e splendore nel libro di Marco Nicoletti

Il volume inaugura la collana "Conoscere Perugia", edita da Intermedia edizioni, dedicata alla storia, ai personaggi, all'economia e all'arte del capoluogo umbro a cui contribuiranno scrittori, accademici, giornalisti, storici umbri

L'elenco dei pontefici nati in Umbria o legati alla regione è molto lungo e affonda le sue radici nel medioevo, tra la riconquista bizantina dell'Italia e le avvisaglie dell'invasione longobarda e musulmana. Una presenza minoritaria, ma che si è allungata nel tempo, fino a giungere ai giorni nostri.

La storia dell'Umbria si incrocia, inoltre, con quella del Conclave. La città di Perugia ospitò cinque conclavi, tra cui quello che portò all'elezione di Onorio III (1216) e che secondo molti storici è il primo conclave, nel senso letterale di collegio di vescovi tenuti "sotto chiave" nelle celle del chiostro della cattedrale di San Lorenzo, ancora oggi conosciuto come “chiostro dei Conclavi”. Una lapide muraria nel chiostro ricorda i cinque papi eletti a Perugia. Nel 1216 muore a Perugia Innocenzo III (sepolto nella cattedrale di San Lorenzo); e qui si tenne il conclave che elesse il successore, Onorio III. Nel 1265 venne eletto Clemente IV, il papa francese che affidava a Carlo d'Angiò il regno di Sicilia. Nel 1286 il collegio dei cardinali riunito a Perugia elegge Onorio IV. Nel 1294, dopo ventisette mesi di conclave, fu eletto papa l'eremita Pietro da Morrone, con il nome di Celestino V. L'ultimo papa eletto a Perugia fu Bertrand de Got, Clemente V (1305), francese. Fu lui, mai sceso in Italia, a spostare la sede pontificia ad Avignone.

A Perugia, inoltre, morirono, Innocenzo III (1216), Urbano IV (1264), Martino IV (1285). pare per indigestione delle rinomate ed eccellenti anguille del Trasimeno, e Benedetto XI (1304) forse avvelenato con “l'acquetta di Perugia”. In città si decise anche la scomunica dell'imperatore Federico II nel 1228 e nel 1235 fu canonizzata santa Elisabetta, regina di Ungheria.

Da Perugia proviene la "Lettera del collegio dei cardinali a Pietro del Morrone recante la notizia della sua elezione a pontefice". Una pergamena datata 11 luglio 1294 dal capoluogo. Il contenuto del documento, redatto in lingua latina, riporta il riassunto dell'ultima seduta del conclave. I cardinali elettori si rivolgono al monaco benedettino Pietro del Morrone comunicandogli l'elezione a Pontefice. Dopo un lungo periodo di "sedisvacanza" i porporati, hanno trovato l'accordo sulla nomina del nuovo pontefice proprio nell'eremita (anche se poco tempo dopo abdicherà lasciando spazio a Bonifacio VIII). I cardinali, confidando nel Signore, supplicano l'asceta di meditare sulla sua elezione e inviano il documento contenente la sua investitura per il tramite di tre vescovi e due notai apostolici. Chiedono all'eremita di accettare l'incarico conferitogli per il bene della Chiesa, soggetta a rischi e pericoli in assenza del vicario di Cristo, e dei fedeli tutti. Il destino di Celestino V è segnato.

"La Perugia dei papi. Tirannie, perversioni e splendore" dello scrittore e giornalista Marco Nicoletti, Intermedia Edizioni, inaugura la collana editoriale "Conoscere Perugia", un raccolta di volumi dedicati alla storia, ai personaggi, all'economia e all'arte del capoluogo umbro a cui contribuiranno scrittori, accademici, giornalisti, storici umbri ed offre un grande affresco storico della Perugia dei papi, un'analisi a tutto campo dell'enorme influsso che i pontefici hanno avuto sulla città nel corso dei secoli, dal punto di vista urbanistico ed artistico, ma anche sociale, politico e culturale.

Quali influssi ha avuto, nei secoli, la prolungata presenza del potere papale sull’aspetto urbano di Perugia e come ha inciso sul suo sviluppo? Le figure dei papi, scolpite nel marmo o modellate nel bronzo, tramandano, la memoria di un potere secolare tanto stringente da divenire una soffocante tirannia, capace di sopravvivere ai tempi e portare il proprio sigillo fin dentro la modernità. Il Governo pontificio ritardò sicuramente il naturale allinearsi della società locale alle correnti di progresso che attraversarono la penisola dal Rinascimento in poi, ma è pur vero, nel caso di Perugia che la sua presenza influenzò ampiamente l’aspetto monumentale e artistico della città.

Il volume di Nicoletti, con prefazione di Lavinia Oddi Baglioni, passa in rassegna le figure di nove pontefici che hanno intrecciato il loro destino con quello dell'Augusta, da Onorio III a Clemente IV, da Celestino V a Giulio II, da Paolo III a Leone XIII. Di ognuno viene tratteggiato un rapido ritratto, mettendone in evidenza gli importante legami con Perugia, città in cui si svolsero ben cinque conclavi. Ecco dunque che si dipano le personalità di questi successori di Pietro, personaggi emblematici di un Rinascimento contraddistinto da mecenatismo e nepotismo, ma anche da dissolutezze sconcertanti o un'epoca moderna caratterizzata dallo scontro tra Vaticano ed il neonato Stato unitario. Uno dei papi nei quali ci si imbatte inevitabilmente è Giulio III la cui monumentale statua in bronzo, opera di Vincenzo Danti, svetta benedicente sul sagrato del duomo. Giulio III diede scandalo nelle corti europee per i propri comportamenti dissoluti, tra cui quello di aver nominati cardinale un suo giovane amante poco più che adolescente. Imprescindibile poi nella storia di Perugia è Paolo III Farnese, vera personificazione del nepotismo che costruì la Rocca Paolina, emblema del potere pontificio sulla città, dopo aver distrutto le case dei Baglioni, al termine della cosiddetta “Guerra del sale”, ultimo conflitto combattuto dalla Chiesa.Nella seconda parte del libro, l'influsso della Chiesa viene analizzato attraverso le opere d'arte ed i monumenti religiosi o di committenza ecclesiastica. Il volume si trasforma in una vera e propria guida turistica. Eccoci allora dentro la Rocca Paolina, alla ricerca della femminilità monastica nel complesso di Santa Giuliana, sulle tracce del Settecento perugino e di palazzo Donini o avvolti nella storia dei Templari con il complesso di San Bevignate. Questo percorso della bellezza non può non comprendere anche i Nobili Collegi della Mercanzia e del Cambio, il tesoro artistico della Trinità di Raffaello custodito nella chiesa di san Severo, il palazzo Gallenga Stuart, palazzo Murena e lo straordinario scrigno di tesori rappresentato da San Pietro.

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