Martedì, 19 Ottobre 2021
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Sindrome Orticaria-Angioedema, Stingeni (Unipg) 'firma' le nuove linee guida mondiali

Luca Stingeni, Direttore della Sezione di Dermatologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Perugia, è tra gli autori del documento internazionale

Un professore dell'Università di Perugia 'firma' le nuove linee guida mondiali per la definizione, classificazione, diagnosi e management terapeutico dell'orticaria. Luca Stingeni, Direttore della Sezione di Dermatologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Perugia e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), è tra gli autori del documento internazionale che detta le nuove 'regole' per la sindrome orticaria-angioedema.

“Pochissimi giorni fa è uscito in pre-print, ma è già consultabile – racconta –. E' stato un lavoro lunghissimo, complicato anche dalla pandemia, coordinato dal Centro di Dermatologia Allergologica Charité di Berlino. Un'opera monumentale, realizzata da autori provenienti da 50 società scientifiche internazionali e da 31 nazioni. I lavori sono iniziati all'inizio del 2020, in piena prima ondata COVID-19”.

“La sindrome orticaria-angioedema - prosegue Stingeni - è una patologia che interessa un'ampia fetta della popolazione mondiale. Si stima che il 20% circa della popolazione mondiale ha sofferto nel corso della vita almeno di un episodio di orticaria”.

E ancora: “Non c'è un'univoca modalità di presentazione clinica dei sintomi dell'orticaria e il decorso clinico di alcune forme di orticaria sono particolarmente disabilitanti per la vita di tutti i giorni determinando un peggioramento della qualità di vita dei pazienti. Alcune forme sono particolarmente gravi da esporre il paziente a pericolo di vita. Questa patologia, infatti, può coinvolgere non soltanto la pelle e le mucose visibili, ma anche le vie respiratorie e la glottide. Queste linee guida mondiali presentano l’algoritmo terapeutico tenendo conto delle varie terapie disponibili nelle diverse aree geografiche del mondo e delle diverse normative che regolano i singoli sistemi sanitari nazionali”.

“La patologia - spiega ancora Stingeni - può coinvolgere la pelle con i pomfi – rilievi rossi sulla pelle, generalmente fugaci, pruriginosi e urenti -, ma anche i tessuti più profondi con l’angioedema. Quest’ultimo coinvolge soprattutto il volto (specie le zone perioculari e le labbra) e può presentarsi anche negli organi interni, dando luogo a fenomeni di tipo ostruttivo nelle vie aeree o nell'intestino. Normalmente, però, l'angioedema si accompagna al pomfo. I due sintomi compongono lo stesso quadro sindromico – la sindrome orticaria-angioedema - e sono causati dagli stessi meccanismi, cioè una iperproduzione di mediatori chimici, tra i quali il più famigerato è l'istamina”.

Stingeni sfata un “mito”, “una delle più grandi leggende metropolitane in ambito medico”, secondo cui l'orticaria è espressione di un'allergia. “I casi accertati di dimostrate allergie in pazienti che soffrono di orticaria è intorno al 2-3%. Molto spesso si tratta di orticarie pseudo-allergiche, cioè causate da una abnorme liberazione diretta di istamina con meccanismi non immunologici. Questo è il caso di molte forme di orticaria causate da alimenti ad alto contenuto di istamina o che liberano grandi quantità di istamina che il nostro organismo normalmente produce. La stessa cosa può accadere per i farmaci, specialmente gli antinfiammatori, nei confronti dei quali spesso i pazienti vengono erroneamente ‘etichettati’ come allergici, pregiudicando eventuali future terapie essenziali. Alcuni farmaci possono innescare episodi di orticaria, ma non si tratta, in genere, di meccanismi allergici”.

L'orticaria, “è una frequentissima causa di accesso al Pronto Soccorso. Il paziente viene curato in emergenza, poi inviato a una valutazione specialistica”. Stingeni aggiunge un altro dato: “Se gli episodi si ripetono per più di sei settimane l'orticaria viene definita cronica. Quando gli episodi si esauriscono in meno tempo si tratta di orticaria acuta”.

E ancora: “Questa è una distinzione che condiziona pesantemente la gestione terapeutica dei pazienti. C'è un algoritmo terapeutico e di indagini diagnostiche per chiarire le cause dell'orticaria cronica e per stabilire la giusta terapia. E' una patologia che ha alti costi diretti per i pazienti e indiretti (assenze dal lavoro per malattia) per l’intera società. Il documento che abbiamo realizzato sottolinea la necessità di una gestione specialistica della patologia al fine di evitare l’eccesso di accertamenti (esami ematici, strumentali, screening per allergie) non giustificati e spesso gravati di alti costi per il sistema sanitario nazionale. E’ lo specialista aggiornato con le ultime linee guida che deve guidare la diagnosi e la terapia. Prima si effettuano gli esami di primo livello – che sono pochissimi – e poi, eventualmente, si passa a quelli di secondo livello. Lo stesso discorso vale per la somministrazione di farmaci, che devono essere utilizzati con gradualità, partendo dalle terapie di base a quelle di livello superiore. Le terapie, come gli accertamenti, hanno un costo per il sistema sanitario. Le linee guida – conclude Stingeni – aggiornano anche il management terapeutico, un capitolo che negli ultimi tre anni è cambiato radicalmente con l’avvento di farmaci biologici. Le nuove linee guida dettano i tempi, i ritmi, i dosaggi e la scelta delle molecole”.

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