Ponte San Giovanni: la Consulta chiede attenzione per il parcheggio della stazione ferroviaria

Il presidente Mincigrucci: "Necessario riaprirla per sostenere anche l’area commerciale di via Manzoni"

I cittadini e le associazioni di Ponte San Giovanni tornano alla carica e chiedono soluzioni per l’uscita pedonale della parte sotterranea del parcheggio della stazione, chiuso da tavole di legno.

Il parcheggio a due piani della stazione ferroviaria in via Bixio è un'opera incompiuta: da una parte la superficie a cielo aperto, dall'altra quella interrata che rappresenta la parte mai completata. Agibile per le macchine, ma quasi sempre vuoto perché i potenziali utenti del parcheggio, una volta all’interno hanno la sensazione di ritrovarsi chiusi, perché l'uscita pedonale indicata con tanto di segnaletica, posta dalla parte opposta dell'entrata, non è stata resa mai agibile e da oltre venti anni è chiusa con delle tavole di legno.

Un problema annoso e frequente oggetto di discussione tra residenti e associazioni, così che la Consulta territoriale ha deciso di avviare un’attività informativa, in modo da stimolare le istituzioni preposte ad una pronta risoluzione.

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"Al tempo della inaugurazione del parcheggio – dichiara il presidente della Consulta dei rioni e delle associazioni di Ponte San Giovanni, Gianfranco Mincigrucci - la tamponatura fu giustificata dalla mancanza di un marciapiede sul lato destro di via Bixio dove la scaletta di uscita conduce. Questa scelta fu fatta per salvaguardare la incolumità degli utenti il parcheggio che uscendo in via Bixio avrebbero rischiato di essere travolti dalle auto in  transito. A distanza di tanto tempo, però, c'è sempre più necessità di aree di sosta, per cui se il piano interrato, sempre vuoto, venisse messo in sicurezza si guadagnerebbero posti auto importanti per il commercio di via Manzoni -  conclude Mincigrucci - Senza considerare che il parcheggio, in queste condizioni, viene poco utilizzato dai cittadini ed è costantemente soggetto al degrado sia da parte di alcuni maleducati, che lo riempiono di cartacce e materiali usa e getta, anche intimi, sia per l’incuria nella manutenzione".

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