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INVIATO CITTADINO Scalette del Carmine, piazzetta Montessori… e un volo di colombe salutò la scopertura del monumento all’illustre pedagogista

Dire che un 14 settembre così resterà negli annali della storia cittadina non è un’esagerazione

Scalette del Carmine, piazzetta Montessori… e un volo di colombe salutò la scopertura del monumento all’illustre pedagogista. Volatili che poi, a dirla tutta… colombe non erano, ma pavoncelle bianche, tenute gelosamente in una cesta di vimini da Marisa Rosi, baiocco d’oro del Comune di Perugia, per meriti e passione civili. Civilissimi.

Una mattinata densa di commozione al calor bianco, con tutta la città a fare festa. Autorità, rappresentanti di istituzioni civili e culturali. Festa di popolo. Per la Maestra delle maestre, quella che ‘insegnò ad insegnare’ col motto, attribuito al bambino, “maestra, aiutami a fare da me”.

Maestra di cerimonie Eva Rossi, a dar la parola a una qualificata schiera di personaggi di rango. Gli scatti in pagina mi aiutano a ricordarli, nella speranza di non ometterne più di tanti. 

FOTO - Scalette del Carmine, piazzetta Montessori… e un volo di colombe salutò la scopertura del monumento all’illustre pedagogista

(foto Sandro Allegrini)

Dopo un’apertura musicale da strappare corda et precordia. Alle tastiere il docente di musica Enrico Bindocci. In scena il Maestro Alberto Bustos, apprezzato direttore coro Unistra, a governare i bambini della scuola dell’Infanzia e quelli delle primarie montessoriane. Eseguono l’inno nazionale (con la mano all’altezza del cuore) e “Imagine” di John Lennon. A ricordarci: “Si potrebbe dire che io sia un sognatore / Ma io non sono l’unico / Spero che un giorno vi unirete a noi /Ed il mondo sarà come un’unica entità”.

Insieme agli amici americani della Montessori Society, hanno preso la parola il rettore della Stranieri Valerio De Cesaris, il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Leonardo Varasano, il professor Alberto Grohmann, il presidente dei Capitiniani Giuseppe Moscati (con alle spalle la bandiera multicolore della Pace)…

Ma c’erano anche il presidente dell’Assemblea Regionale Marco Squarta, l’ex magistrato Fausto Cardella, il presidente della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria Mario Squadroni, il presidente del Post Francesco Gatti, l’assessore Edi Cicchi, l’ex assessore Lorena Pittola, l’archeologa Luana Cenciaioli, Matteo Ferroni, l’autore della scultura e il progettista della piazza con l'ausilio di Tommaso Bussani, che ha seguito anche il laborioso rifacimento delle scalette del Carmine, la dirigente del settore cultura Maria Luisa Martella, lo storico Ruggero Ranieri, l’antropologa Maria Luciana Buseghin, la signora Alba Asfalti, la signora Ivana Liotti Mascelloni che nella Montessori svolse un ruolo di primo piano, il presidente dell’Associazione Porta Pesa-Borgo S. Antonio, Francesco Pinelli…

E due alunne della Montessori, presenti al mitico evento del 1950 alla Stranieri. E poi, a loro volta, Maestre “Usque ad expurgationem sanguinis”. Sono personalmente amico di “Pupa”, nonagenaria, montessoriana per sempre. Ha parlato e ha fatto la sua figura. More solito.

Consacrazione di statua e piazzetta da parte del parroco di Carmine e Santa Maria Nuova, don Calogero di Leo. Preghiera alla Madonna, benedizione della statua. Un evento che si è protratto fra partecipazione e commozione. Vere, non di circostanza. “Alzi la mano chi è stato alunno montessoriano”. E si leva la mano del sindaco Romizi e di tanti altri. “Attenti alle mani alzate”, dice qualcuno in vena di riferimenti elettorali. Absit politica politicante!

Varasano porta avanti la giusta rivendicazione del ruolo di Perugia quale città in cui la presenza montessoriana è forte. Nella consapevolezza che questa scultura della Montessori è la prima al mondo, in assoluto, in uno spazio pubblico.

Dire che un 14 settembre così resterà negli annali della storia cittadina non è un’esagerazione.

Una piazza sotto la quale, nelle fasi dolorose del secondo conflitto, si creò un rifugio antiaereo. Dopo che il maledetto ‘Orfanello’, aereo di dubbia identità, aveva fatto strage di bambini. Ora, su quel piano soprastante, si gioca e si celebra la vita. Esempio fulgido di amore per l’infanzia. In un mondo che di bambini fa strage e strame. Perugia, caput mundi. Perugia montessoriana, madre e maestra. Maestra per sempre.

PS: Nessuno ricorda (forse per ragioni anagrafiche) che il quella piazzetta ebbe bottega il sarto Luciano, detto “L Ciaffo”. Era nipote e allievo di Tommaso Mencaroni, sarto eccellente di via Cartolari. Si era messo in proprio in quel buchetto, oggi serrato da una grata. Anche per lui, ieri, un pensiero e una preghiera. Detto tra noi.

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