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Perugia, in piazza IV Novembre protestano i professionisti dell’attività motoria

Lo fanno, in contemporanea, in altre 15 città italiane

In piazza IV Novembre protestano i professionisti dell’attività motoria. Lo fanno, in contemporanea, in altre 15 città italiane. Il gruppo di contestatori, tutti molto giovani, sono circondati da un nastro di cantiere, a dimostrazione del loro “aver le mani legate”.

“Ma come – dicono – prima ci hanno fatto spendere somme considerevoli per attuare misure di sicurezza e sanificazione nelle palestre e adesso ci fanno chiudere?”.

“Che coerenza c’è, dal punto di vista sanitario, a tenere noi chiusi e aperti, invece, i tabaccai?”, aggiungono.

Precisano: “È ormai patrimonio comune la convinzione che l’esercizio fisico giovi alla salute in chiave preventiva e terapeutica. Negarlo è assurdo”.

Esibiscono i loro titoli: copie di tesi di laurea su argomenti non certo secondari.

Sono in gran parte laureati Isef e professionisti delle Scienze motorie. Chiedono di poter continuare a svolgere interventi di prevenzione attraverso la somministrazione di esercizio fisico e attività di recupero motorio a persone affette da vizi posturali e patologie croniche stabilizzate. Per queste categorie, l’esercizio fisico corrisponde a una vera medicina. Che non ha di certo effetti secondari indesiderati.

Chiedono la modifica del DPCM 24 ottobre. Ritengono, inoltre, che il loro ruolo vada riconosciuto in ambito sanitario. E che, infine, anche la scuola primaria preveda per legge l’inserimento del docente di Educazione Fisica.

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