Lunedì, 18 Ottobre 2021
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INVIATO CITTADINO Un progetto narrativo per immagini che si appresta a divenire trilogia

Lo hanno ideato il fotografo Marco Nicolini e lo scrittore Mimmo Coletti

Un progetto narrativo per immagini che si appresta a divenire trilogia. Lo ha ideato il fotografo Marco Nicolini con la complicità dello scrittore Mimmo Coletti.

Parliamo di “Spazi sensibili”, di cui sono usciti i primi due step in strepitosi volumi in bianco e nero. L’editore Futura ha realizzato opere da collezione: copertina cartonata, interno patinato, libro cucito e capitelli in cotone. Ossia quanto di meglio si possa proporre, alla faccia della crisi dell’editoria.

Coletti ha redatto dei testi di grande raffinatezza, con traduzione in inglese (nel primo volume) a cura di Paul Dominici.

“Spazi sensibili 1” propone immagini dall’Accademia di Belle Arti (con artisti al lavoro), dall’Ipogeo dei Volumni, in specie dal laboratorio di restauro, dal Museo della Cattedrale, dal Nobile Collegio del Cambio e dalla Mercanzia, dal Manu, dalla Cappella di San Severo, dal Cerp, da Palazzo Della Penna, da Palazzo Baldeschi al Corso, da Palazzo Graziani, da Palazzo Sorbello, dalla Gipsoteca Aba. Insomma, una ubriacatura di arte e di persone, in qualche modo coinvolte nella creazione o nella fruizione di bellezza.

Il criterio di “Spazi sensibili 2” racconta il connubio fra uomo e arte, dipanandosi per endiadi. La prima immagine racconta l’interno del luogo (casa, studio, ufficio) connotata dalla presenza umana del titolare. Mentre la seconda propone la visuale che da quel luogo si gode. La finestra svolge il ruolo di quinta dietro alla quale si squaderna un lacerto di città aperto sulla natura e sulla storia cittadina, traguardata attraverso l’opera dell’uomo con le sue emergenze monumentali e tutto quanto fa meraviglia. Mira vid?re potes, sta scritto sulla Fontana di Piazza. Degna epigrafe che sembra vergata per l’opera in parola.

Scorrendo i nomi dei titolari delle dimore, intercettiamo figure a noi note, quando non legate da solida amicizia.

A riprova di come questo progetto assuma dimensione collettiva. In cui la molteplicità dei contributi si identifica in ricerca di senso, unità di prospettive, condivisione d’intenti.

Circa il terzo volume, al quale Marco sta ardentemente lavorando, non possiamo che auspicarne l’imminente pubblicazione. E siamo certi che, ancora una volta, Mimmo saprà esprimersi in perfetta sintonia col racconto per immagini.

Ci pare proprio che questo progetto sia destinato a segnare la narrazione della nostra città. E che sarebbe sacrilego, per chi l’ama, non avere l’opera completa da consegnare a coloro che verranno.

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