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INVIATO CITTADINO Via Abruzzo tra spaccio e siringhe, la denuncia dei residenti

Subito dopo l’inizio della fase 2 le cose sembrano peggiorate

Via Abruzzo tra spaccio e siringhe. I residenti segnalano… e mettono in guardia: con le buone e con le cattive. Gesenu interviene. Ma i problemi restano e si dovranno pure risolvere. Siamo poco sotto via Imbriani, in una traversa a sinistra, scendendo le scalette di via Bonaccia.

Sta di fatto che da tempo la zona è tutto un farsi pere… ma non di frutta. Il giardinetto sotto Porta Santa Margherita (da dove entrarono i liberatori della città, in quel fatidico 14 settembre 1860) è un luogo ideale per spacciare e “farsi” indisturbati.

E anche le viuzze soprastanti sono ormai disseminate di siringhe. Tanto che i residenti hanno allertato la Gesenu che è prontamente intervenuta a raccoglierle. Ce lo comunica l’amico Gianluca Papalini che fornisce anche la foto in pagina.

Il fatto è che i residenti di prossimità sono esasperati e qualcuno di loro ha affisso, a una porta che cade a pezzi, un cartello poco rassicurante… specie per chi esercita l’arte dello spaccio. E per chi ne approfitta e compra. Peraltro, subito dopo l’inizio della fase 2 – con la conseguente maggiore libertà di movimento – le cose sembrano peggiorate.

Recita la prima scritta: “In questa via abitano le famiglie. Non abbandonare le tue siringhe”. E questa è la comunicazione più conciliante.

Ma poco sopra ve n’è una piuttosto forte e minacciosa, e di certo più “persuasiva”. Dice: “Okkio a quando ti fai. Se ti ci trovo, sarà la tua ultima pera”. Sotto la scritta un teschio di quello della specie “chi tocca i fili muore” con, scritto in lettere maiuscole, U PG. Avviso piuttosto violento, ma atto a rivelare l’esasperazione che monta.

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