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INVIATO CITTADINO Tutto esaurito per la presentazione del volume "Umberto Calzoni e gli scavi di Cetona ieri e oggi"

Umberto Calzoni, perugino del contado di San Martino in Colle, fu avvocato, appassionato archeologo e paletnologo, poeta dialettale

Sold out alla Sala consiliare della Provincia per la presentazione del volume “Umberto Calzoni e gli scavi di Cetona: ieri e oggi”.

Il volume discende dal convegno tenuto nel capoluogo il 29 marzo 2019.

Dopo l’accoglienza del presidente della Pro Ponte etrusca onlus, Antonello Palmerini, il saluto della direttrice del Manu, Maria Angela Turchetti. Da rilevare la presenza dei nipoti di Umberto Calzoni: Mauro e Maria Lauretta Burini Calzoni.

Introduce Luana Cenciaioli, primo motore dell’iniziativa convegnistica ed editoriale, pensata per celebrare il novantesimo anniversario degli scavi di Cetona (1927).

Un caldo ringraziamento da parte del sindaco di Cetona Roberto Cottini, il quale rileva come la comunità cetonese sia grata al nome e alla memoria dell’archeologo avvocato. E a lui, fondamentalmente, si debba l’Archeodromo di Belverde.

La figura di Calzoni viene ricordata dall’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano, che la qualifica come “Un efficacissimo esempio di peruginità, coniugata con un’altissima etica del lavoro”. Una passione che Varasano ha avuto modo di incontrare nel corso dei suoi studi storici sull’Italia fra le due guerre. E qui cita il carattere combattivo di Calzoni, le schermaglie con le varie amministrazioni, circa la sede delle collezioni, la scelta di mettere in sicurezza, riparandoli nella propria abitazione, preziosi reperti che correvano il rischio di essere trafugati. E poi la gratuità degli ingressi, appena staccati 5000 biglietti, e tante altre scelte coraggiose e indicative di un amore indefesso per la città, per le sue risorse archeologiche e identitarie.

Il “chi è” di Umberto Calzoni. Umberto Calzoni, perugino del contado di San Martino in Colle, fu avvocato, appassionato archeologo e paletnologo, poeta dialettale (la sua opera principe e intitolata “Le trapple del monno”, ma fu anche autore di piccole raccolte che regalava agli amici in occasioni particolari). A suo nome, fino a qualche anno fa, era intestato un premio di poesia dialettale legato alla Festa del Vino e delle Castagne. Tempo fa, insieme alla Famiglia Perugina, prendemmo contatto con la Pro Loco al fine di far ripartire questa iniziativa improvvidamente interrotta. Anche i nipoti di Calzoni si sono dichiarati favorevoli alla ripresa del premio. Quando la pandemia sarà conclusa e superata, avremo modo di tornare sulla proposta e, sperabilmente, darle gambe.

Umberto Calzoni ricoprì il ruolo attivo di direttore (fino al 1957) del Museo Archeologico di Perugia che tuttora conserva nella sezione preistorica i reperti degli scavi nelle grotte di Cetona, testimonianze risalenti all’età del bronzo e rinvenute tra il 1927 e 1935. La loro importanza fu tale da indurre gli studiosi a rivedere le ipotesi scientifiche sulla preistoria italiana. Quelle spade sono oggi in mostra al Manu e costituiscono uno dei reperti più significativi della sezione preistorica.

Alla professoressa Laura Bonomi Ponzi il compito di ripercorrere le relazioni, evidenziando come si debba ritenere il lavoro di Umberto Calzoni “fondamentale per le conoscenze nel quadro della protostoria dell’Italia centrale e non solo”.

Complimenti vivissimi a Barbara Venanti e Silvia Casciarri per l’impegno redazionale profuso per l’impaginazione e la revisione di questo fondamentale volume. Che non può mancare nella biblioteca di chi si professi, e si senta, fortemente impregnato di peruginità.

In chiusura di evento, la coordinatrice e direttrice scientifica di Velimna, Luana Cenciaioli, ha comunicato che il tema del prossimo anno sarà “L’Etruria e Roma”, ossia verrà recuperato l’interessante argomento previsto per l’anno corrente e saltato, causa pandemia. Era stato concordato con l’Associazione e verrà mantenuto l’impegno assunto.

Se all’Inviato Cittadino è consentito esprimere compiacimento, mi piace rilevare come Velimna e le sue qualificate iniziative siano segno di un efficace radicamento nel territorio e nella sua popolazione di una fortissima identità che radica nei nostri progenitori etruschi. E a Velimna va il merito indiscutibile di farsene efficace interprete.

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