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INVIATO CITTADINO Sipario del Morlacchi, la proposta della musicologa di fama internazionale

Dopo il ritrovamento di quel sipario, la musicologa di fama internazionale Biancamaria Brumana scrive all’Inviato Cittadino avanzando una proposta morlacchiana sull'uso del fondale di Tasca e di Coccia

Il meraviglioso fondale col matrimonio di Agilla e Trasimeno (foto esclusiva Sandro Allegrini)

La musicologa di fama internazionale Biancamaria Brumana scrive all’Inviato Cittadino: “Evviva Sandro. Il ritrovamento del sipario del 1814 di Tasca con le nozze di Agilla e Trasimeno è una notizia sensazionale. Conoscevo solo qualche vecchia immagine”. Come si vede, quel prezioso ritrovamento ha carattere di eccezionalità ed entusiasma la massima esperta al mondo della produzione e della figura del musicista perugino Francesco Morlacchi.

Ci scrive: “Il teatro fu riaperto il 23 aprile 1814 e si rappresentarono tre opere serie (“Ifigenia in Aulide” di Mayr, “Ines” di Castro e la “Griselda” di Paer), con altrettanti balli, anche se poi l'impresario... fallì”. Precisa e spiega la professoressa Brumana: “Se si realizza il restauro, per l'occasione si potrebbe organizzare una rappresentazione delle ‘Danaidi’ di Morlacchi”. Aggiunge: “La prima dell'opera fu data al Teatro Argentina di Roma con le scene di Tasca. Fu ripresa al Teatro del Verzaro di Perugia (oggi Morlacchi) nell'estate del 1816 sotto la direzione dello stesso Morlacchi, che scrisse appositamente una nuova aria”.

Ma le buone notizie, per il mondo dell’arte e della cultura, non finiscono qui. Brumana ci informa infatti che l'autografo dell'opera si trova alla Biblioteca Augusta di Perugia (ed è oggi opportunamente digitalizzato). Infine: “L'aria aggiunta (conservata analogamente alla Biblioteca Augusta e molto bella) è stata eseguita nel 2013 in occasione della presentazione dell’edizione di tutti i libretti di Morlacchi da me curata”.

Quale la conclusione? Premetto che mi ero rivolto alla studiosa sollecitando un’iniziativa acconcia, in relazione al nostro teatro e alla produzione del nostro maggiore musicista, nato nel miserabile quartiere della Spina  (fra corso Garibaldi e via della Pergola). La risposta di Biancamaria è entusiasmante: “Ecco, dunque, una ipotesi "calzante" per la proposta morlacchiana che mi avevi chiesto”. Le cose cominciano a prendere il verso. Cosa chiedere di più?

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