Visti per voi - Riproporre “Il Sogno” shakespeariano è sempre aleatorio e rischioso, ma stavolta l'operazione riesce

Al Morlacchi Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini e Augusto Fornari diretti da Massimiliano Bruno

Quando si dice “l’immortalità dei classici”. Riproporre “Il Sogno” shakespeariano è sempre aleatorio e rischioso. Ma non ha spaventato Massimiliano Bruno, regista da audaci riscritture, che ha dimostrato come il “tradire” connaturato al “tradurre” possa trasformarsi in un meritevole e coraggioso “transducere”, ovvero “traghettare” attraverso i secoli, i gusti, le mode e i modi della narrazione drammaturgica.

Lo spettacolo in scena al Morlacchi evita le insidie delle banalizzazioni e delle forzate attualizzazioni, per collocarsi nell’alveo della classicità che è sempre viva. E riscuote un successo straordinario, fra il pubblico di tutte le età.

Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini e Augusto Fornari (affiancati da uno stuolo di giovani artisti) sono stati i persuasi complici dell’operazione. Dànno loro man forte Maurizio Lops, Rosario Petix, Dario Tacconelli, Zep Ragone, Sara Baccarini, Alessandra Ferrara, Antonio Gargiulo, Tiziano Scrocca, Daniele Coscarella, Annalisa Aglioti.

La trama risente degli intrecci tipici del teatro da carrozzone. Le finzioni sono funzionali alla messa a nudo dei meccanismi. Ma il gioco riuscito è quello della perfetta intersezione tra fiaba e quotidianità.

Giochi, doppi giochi, equivoci e agnizioni sono tanta parte del teatro classico e funzionano alla perfezione. Anche mettendo a frutto competenze personali, come le notevoli risorse canore di Stefano Fresi (che ricordiamo in un memorabile spettacolo sul Quartetto Cetra), la seduzione di Violante Placido, l’affabulante capacità di Paolo Ruffini, attore troppo a lungo prestato all’intrattenimento televisivo.

L’incontro col pubblico, coordinato da Alessandro Tinterri, esalta la regia, sviolina alla bravura dei tecnici che operano con discrezione e competenza. E loda senza riserve la scenografia di classe.

Uno spettacolo che gira per il secondo anno con date significative nei maggiori teatri italiani. E che Perugia si onora di aver avuto in cartellone.

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