Serena Innamorati ci ha lasciato, il ricordo di una grande donna: "Da oggi siamo tutti più poveri"

Serena Innamorati ci ha lasciato. Impossibile non rammentarne la figura e i tanti meriti umani e culturali

Foto esclusiva Sandro Allegrini

Serena Innamorati ci ha lasciato. Impossibile non rammentarne la figura e i tanti meriti umani e culturali. Avendola conosciuta ragazza, ai tempi del liceo Mariotti. Non starò a dilungarmi sulla sua presenza, attenta e produttiva, alla Biblioteca comunale Augusta, anche se la sua opera per l’acquisizione prima, e la ricostruzione della biblioteca binniana “sicut erat”, poi, destò ammirazione in tutti noi, ma segnatamente nei figli di Walter, Lanfranco e Francesco, oltre che nella coltissima e discreta vedova Elena Benvenuti, che me ne parlò con appassionata ammirazione.

Ometto di parlare della sua presenza qualificata e prestigiosa a Bruxelles, sulla quale è intervenuta la presidente della Giunta Regionale. Una volta – mentre stavo preparando un evento dell’Accademia del Dónca cui partecipava – Serena mi consegnò un curriculum che sembrava un volume della Treccani. Serena, la persona colta e generosa, sempre pronta a spendersi per le cause civili e culturali. 

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Come non ricordare la sua presenza, appassionata e informata, al Centro Studi Aldo Capitini? La sua dedizione alla Società di Mutuo Soccorso, con una conoscenza puntuale e generosa di fatti e personaggi? Si potrebbe tranquillamente affermare che la biblioteca era “cosa sua”.

E poi l’Associazione culturale Porta Santa Susanna, con una partecipazione costante e qualificata, sempre pronta a portare testimonianze, a insinuare il dubbio, a ricostruire profili noti e meno noti della Vetusta. E quindi l’attenzione discreta e paziente verso il babbo, figura storica di riferimento della civitas perusina, fra impegno civile e politico. Seguito, custodito, amato… ma senza farlo pesare. 

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Non c’era argomento riguardante Perugia su cui Serena Innamorati non fosse puntualmente informata. Ogni volta che scrivevo qualcosa, a tutela della città e della sua storia, Serena mi gratificava della sua attenzione e solidarietà. Specie quando, direi “soprattutto”, si trattava di battaglie solitarie e perdenti, ma affrontate con piglio deciso, in nome di un’appartenenza irrevocabile. Mi diceva “Hai fatto bene, vai avanti!”.

Che altro dire? Solo che Serena ci mancherà. Da oggi Perugia e tutti noi siamo più poveri. Ma voglio lasciare ai nostri lettori un’immagine che ebbi a pubblicare qualche anno fa e che le piacque molto. Quale congedo migliore che ricordarla sorridente e gioiosa? Ciao, Serena.

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