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Il Serafico di Assisi si tinge di blu nella giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo

L'istituto consolida il suo ruolo nel Tavolo sull'autismo proposto dalla Cei, fornendo risposte concrete e qualificando il suo personale sui nuovi percorsi educativi

L'isituto Serafico di Assisi si tinge di blu nella giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo. "Un gesto simbolico per incrementare l'impegno su questo specifico tema – dichiara Sandro Elisei, direttore sanitario del Serafico – ma anche per esortare tutti a superare il concetto limitato di 'malattia', approdando a quello più ampio di 'neurodiversità', una parola che esprime al meglio la condizione della persona che presenta dei limiti, ma anche grandi opportunità adattative e importanti capacità realizzative".   

Il Serafico da tempo ha attivato una serie di iniziative finalizzate ad assicurare risposte concrete e inclusive ai bisogni emergenti, soprattutto in questo periodo in cui la pandemia sta rappresentando un ulteriore rischio per queste persone che necessitano di attenzioni specifiche e coordinate. I servizi offerti sono molteplici: dalle prestazioni residenziali a quelle di tipo ambulatoriale e laboratoriale. L'offerta di prestazioni si è arricchita dal 2020 grazie ad un team di educatori del Serafico che hanno completato la formazione ABA, acquisendo il titolo di RBT, cioè quelle competenze specifiche che nei percorsi educativi sembrano dare i migliori risultati, e la possibilità di misurare l'efficacia dei trattamenti da condividere con la famiglia e le altre realtà educative-riabilitative. Inoltre, accanto ai laboratori di musica, teatro e arti grafiche, al Serafico riprenderà a breve anche il laboratorio di creatività, dove i ragazzi con disturbi dello spettro autistico avranno la possibilità, attraverso un sistema innovativo di realtà aumentata, di trasformare i suoni e movimenti in immagini visive e di vivere un'esperienza di relazione e integrazione sensomotoria.

"In questa Giornata vogliamo richiamare l'attenzione delle Istituzioni sui problemi delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie – dichiara Francesca Di Maolo, presidente dell'istituto Serafico di Assisi - Il cammino verso la piena cittadinanza di queste persone è purtroppo  ancora all'inizio. Non solo mancano servizi adeguati in ambito scolastico, ma anche sanitario. È importante che prendiamo consapevolezza che le nostre città, i nostri centri culturali, i nostri ospedali debbono poter essere fruibili da tutti. Fino a che non avremo servizi adeguati per tutti i cittadini e nel rispetto delle diversità di ciascuno, saremo ancora lontani dal pieno riconoscimento della dignità e dei diritti fondamentali di ogni persona".

Per rispondere al meglio alle necessità di cura della persona e dell'ambiente familiare - sottolineate anche dai nuovi LEA - il Serafico partecipa, insieme ad altri 13 enti di ispirazione cristiana, al tavolo sull'autismo promosso dall'Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, con il preciso intento di migliorare i servizi e l'assistenza di tipo ambulatoriale, Day hospital, semiresidenziale e residenziale attraverso una rete integrata.

Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell'innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 166 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 16.157 trattamenti riabilitativi e 17.297 trattamenti educativi-occupazionali all'anno (dati 2019). In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un'area di 40.000 mq, sono disponibili 84 posti letto in regime residenziale, 30 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. Le persone al servizio degli utenti sono oltre 200: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e i numerosi volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un "capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti. Per informazioni: www.serafico.org.

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