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Rifugio per senza tetto nella palestra di Monteluce, i dubbi dell'assessore e le proteste della pallavolo

La proposta: garantire l'assistenza alle persone bisognose magari nei locali vuoti dell'ex ospedale e lasciare la palestra allo sport e ai bambini

A Monteluce scoppia (di nuovo) il caso della palestra trasformata in rifugi per senza tetto contro il rigido inverno che si avvicina. A Primavera i due centri per senza tetto di Monteluce, Cva e palestra, erano stati chiusi per le difficoltà nel gestire gli ospiti in sicurezza nel pieno della prima ondata della pandemia da Covid19.

Il servizio di assistenza ai senza tetto era stato demandato alle unità di strada e al rifugio di  via Romana. Adesso si torna in palestra a Monteluce, a causa del freddo che ormai si fa insopportabile per chi vive all'aperto, senza una dimora calda e accogliente.

Così il Comune, con un’ordinanza, ha riservato la struttura alle persone senza fissa dimora, ma la società Pallavolo Perugia non ci sta e parla di "decisione inopportuna". Una decisione che ha incontrato la contrarietà dell'assessore comunale Clara Pastorelli, la quale scrive un post in cu riporta la lettera di protesta della società sportiva e scrive: "Ovviamente mi sono opposta. Per me vengono prima i giovani e lo sport!!! Stiamo cercando un’alternativa con tante difficoltà".

I senza tetto sono già entrati nella palestra, dal 26 novembre. Una decisione che impedisce alla società Pallavolo Perugia di poter svolgere la propria attività sportiva. Così il presidente Renzo Mastroforti esprime disappunto: "Decisione inopportuna e presa senza ben valutare le effettive conseguenze della stessa. La palestra è dedicata allo svolgimento di attività sportive giovanili e per disabili di diverse discipline fra le quali pallavolo, tennis tavolo, basket in carrozzina per portatori di handicap ed inoltre, al mattino, ad uso del vicino plesso scolastico scuola elementare Ignazio Silone- afferma Mastroforti - Sottrarre la possibilità di svolgere tali attività ai predetti soggetti, in un momento come questo, rappresenta un grave danno sociale per la collettività tutta oltreché agli utenti medesimi".

Il presidente Mastroforti avanza anche una proposta: individuare altri spazi attualmente liberi, ad esempio all’interno dell’ex-Policlinico in modo da "salvaguardare le esigenze tutte della popolazione".

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