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Comunità educante e outdoor education, a Castiglione del Lago si sperimenta il sistema di Polis e Rete Lilliput per l’infanzia 0-6

Sono 350 i bambini coinvolti nel progetto del Comune di Castiglione del Lago, IX Circolo Didattico, Polis e Rete Lilliput per far scoprire ai bimbi la bellezza delle relazioni e il territorio che li circonda partendo proprio dai giardini scolastici

Cambia il modo di insegnare e nel rispetto delle misure anti Covid-19 si punta a fare lezione all'aria aperta, anche se l’outdoor education non è il semplice svolgimento di lezioni scolastiche all’aperto, ma un metodo didattico e di apprendimento globale che necessita di formazione del personale dell’infanzia e interventi per adattare e mettere in sicurezza le aree naturali dove svolgere le attività.

Il Comune di Castiglione del Lago, il Circolo didattico IX, Polis Cooperativa sociale e Rete Lilliput hanno posto le basi per il primo esempio di comunità educante in Umbria basato sull’outdoor education. Il progetto è stato presentato a Palazzo della Corgna dall’assessore al Sociale Elisa Bruni, dal presidente di Polis Gianfranco Piombaroli, da Francesca Meacci consulente pedagogica della Rete Lilliput, Robert Bonini coordinatore pedagogico della rete Lilliput e da Stefania De Fazio dirigente del IX Circolo Didattico di Castiglione del Lago.

Un giorno importante per Castiglione del Lago

Un giorno importante con la presentazione di due importanti progetti che rappresentano una visione culturale, una scelta di governance che va verso il benessere dei bambini e che vuole potenziare una qualità di formazione.

“L’outdoor education non è un progetto che nasce per il Covid, ma da una lunga riflessione che ha portato ognuno di noi a porsi delle domande, a cercare informazioni e sviluppare quelle visioni che ci fanno andare avanti e credere che nonostante il momento difficile sia possibile migliorare e pensare ad una progettualità futura che vede il benessere dei nostri bambini e dell’ambiente che ci ospita al primo posto – ha affermato l’assessore Elisa Bruni - Il Covid ci ha fatto capire quanto sia fondamentale il rispetto dell’ambiente e il valore della comunità educante, l’intessere relazioni. Ed ecco che è nata la scelta di usufruire del coordinamento pedagogico comunale della Rete Lilliput per il servizio 0/6, con la volontà di dar ai nostri bambini la bellezza delle relazioni, del territorio che li circonda partendo proprio dai giardini scolastici”.

“Nonostante il delicato periodo storico che stiamo vivendo – ha detto il presidente di Polis Gianfranco Piombaroli - dove purtroppo sono state sottratte in parte possibilità ed opportunità formative ed esperienziali all’infanzia, al centro del credo valoriale e progettuale dei servizi della Rete Lilliput gestiti da Polis, è nostra intenzione con grande forza dare voce alle nuove generazioni, al bambino e alla sua crescita, nell’ottica di una sfida che impegna la società ed il territorio in ogni suo aspetto - ha concluso - Mai come in questo momento ci si deve assumere la responsabilità di ri-attivare percorsi di crescita ed educazione per tutti i bambini e per l’infanzia 0-6 tout court, partendo da esperienze concrete di socialità e da proposte educative ed esperienziali”.

Il progetto

“Il progetto pedagogico comunale a cui il Comune di Castiglione del Lago intende dare vita – ha spiegato Francesca Meacci, consulente pedagogica della Rete Lilliput - si trova in assonanza con le ultime novità legislative delineando un unico percorso educativo e un unico curriculum formativo, dal nido alla scuola dell’infanzia, co- costruendo legami e alleanza educative: con i bambini e le bambine, con le loro famiglie, all’interno del corpo insegnante, con l’ambiente e il territorio che abitiamo”.

Il progetto si basa sulla volontà di realizzare una comunità educante, in cui la scuola generi una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, in grado di promuovere la condivisione di quei valori, che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria. Per perseguire questo obiettivo si ritiene che l’approccio metodologico facilitante possa essere quello dell’outdoor education, cioè il favorire le esperienze in presa diretta con l’ambiente: dal bisogno naturale nell’infanzia di esplorare e mettersi alla prova, ai progetti di educazione ambientale, aperti al territorio, per conoscerne la storia, le risorse, le potenzialità, spostando l’educazione dei più piccoli fuori dagli ambienti chiusi. In questo caso proponendo nei servizi educativi una programmazione delle esperienze che favoriscano una proficua interazione con l’ecosistema lacustre dell’area geografico-culturale del Trasimeno.

“Edith Cobb nel suo libro ‘The ecology of imagination in childhood’, ecologia dell’immaginazione durante l’infanzia, mostra come la base poetica della mente abbia bisogno del nutrimento fornito dai fenomeni naturali. L’immaginazione non può realizzarsi senza l’immersione nel mondo naturale, o quanto meno senza l’incontro con le sue meraviglie. Da qui potrà sorgere naturalmente il pensiero scientifico dei bambini e l’amore per il bello, la relazione tra la dimensione cognitiva e dimensione estetica dell’esperienza. Nel progettare percorsi di continuità abbiamo scelto di promuovere feconde connessioni tra arte, letteratura, scienza e natura in stretta sinergia con il territorio e la sua storia - ha concluso Meacci. L’intento è di offrire ai bambini, in chiave ludica ed esperienziale, immagini, parole e suoni di qualità in modo da amplificare e arricchire il loro pensiero, conoscere ed esprimere l'infinita gamma delle emozioni, immaginare e costruire tanti mondi possibili. I contesti educativi sono luoghi di produzione di cultura, in cui i bambini sono protagonisti dei processi di costruzione della realtà, proprio in virtù del fatto che il loro agire è sostenuto e valorizzato da un contesto progettato per accogliere il prodotto dell’attività e di farne significato”.

Le iniziative

Le proposte progettuali, iniziate martedì 24 maggio e che proseguiranno fino a fine giugno con sei appuntamenti, sono rivolte a bambine e bambini iscritti al nido d’infanzia “I Cuccioli” e alla scuola dell’infanzia “Fratelli Rosselli” di Castiglione del Lago. Rappresentano un’offerta importante e pregna di significato da un punto di vista pedagogico e valoriale, in questo anno “particolare”, per l’infanzia tout court dei due servizi. Garantisce una programmazione ad hoc, con proposte educative specifiche nel rispetto delle peculiarità e delle competenze acquisite dai bambini di diverse età. Valorizza esperienze di apprendimento, anche cooperativo, e nuovi spazi di condivisione.

“Il progetto interessa circa 350 bambini che frequentano i plessi scolastici di Castiglione del Lago, in un’età importante per la conoscenza delle regole, delle dinamiche del gruppo e che segna, di fatto, l’ingresso dei bambini nel mondo della scuola - ha ricordato la dirigente Stefania De Fazio – Se il bambino inizia ad apprendere quando apre gli occhi, l’ambiente è fondamentale per l’apprendimento multisensoriale ed è fondamentale uscire dalle pertinenze della scuola. Per questo ho accolto con gioia questi progetti che prevedono anche interventi per attrezzare gli spazi e formare le insegnanti. La bellezza è una categoria dell’apprendimento e una scuola bella sollecita la conoscenza”.

Durante ogni singolo appuntamento sono coinvolti i bambini del primo anno dell’infanzia di ogni singola sezione ed i bambini di una singola bolla del nido. Lo spazio fruito è quello esterno ed i bambini dei due servizi, uniti dalle medesime proposte educative. Ad essere letta e drammatizzata sarà la storia di Agilla e Trasimeno, propria nella cultura lacustre, non nella versione da tutti conosciuta, ma rivisitata e riadattata dalle educatrici del nido ed arricchita dalle illustrazioni dei bambini della scuola dell’infanzia. Altre esperienze arricchenti sono incentrate sulla conoscenza sensoriale e sulla piantumazione di specie vegetali autoctone come la fagiolina del Trasimeno ed il corniolo. Le piante diventeranno nei prossimi mesi/anni oggetto di cura e di premura da parte di tutti i bambini, che a turno procederanno all’innaffiamento. Anche la musica entra a far parte di questo comune percorso progettuale, con degli intermezzi musicali da parte della Scuola comunale di musica del Trasimeno.

“Alla luce di queste fondamenta pedagogiche il comune percorso offre momenti strutturati in cui i bambini incontrano altri bambini (anche se a distanza), con i quali possono condividere esperienze significative, proposte educative particolarmente piacevoli e stimolanti - spiega il coordinatore pedagogico della Rete Lilliput di Polis, Robert Bonini - C’è, per i bambini più grandi del Nido, anche un primo approccio conoscitivo con le docenti che ritroveranno a settembre”.

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