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Coronavirus: didattica a distanza o in presenza, cosa cambia per la scuola in base alla zona di rischio

Circolare del ministero dell'Istruzione che invita a passare alla didattica digitale integrata fino al 3 dicembre. In Umbria fino al 14 novembre si fa lezione da casa per superiori e medie

L’Italia divisa in zone di rischio, in base ad un colore: giallo, arancione, rosso. In ogni fascia vigono restrizioni diverse, tranne il coprifuoco dalle 22 alle 5 che è previsto per tutta la nazione. Il Ministero dell’Istruzione ha diramato una circolare esplicativa, indirizzata a tutti i presidenti di Regione e ai dirigenti degli Uffici scolastici regionali, con con le indicazioni per organizzare i prossimi mesi di didattica. 

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Anche la scuola si deve adeguare alle nuove norme. In Umbria, la presidente Donatella Tesei ha firmato un’ordinanza con la quale dispone, dal 3 novembre 2020 e fino al 14 novembre 2020, l’obbligo per “le attività delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie” che siano “realizzate attraverso la didattica a distanza riservando alle attività in presenza esclusivamente i laboratori, ove previsti dai rispettivi ordinamenti del ciclo didattico, e la frequenza degli alunni con bisogni educativi speciali”. Dopo il 14 novembre, le indicazioni sono di didattica a distanza al 100% per le superiori (ma il Ministero propende per la didattica digitale integrata), la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e secondaria di primo grado resta in presenza; mascherina obbligatoria anche al banco; uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina; riunioni collegiali solo a distanza; sospensione viaggi di istruzione, scambi, gemellaggi e uscite didattiche; Università e accademie con lezioni a distanza.

Nel decreto del presidente Conte del 3 novembre si dispone che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ... in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”. La didattica digitale integrata è quella che prevede una parte della classe in presenza, in aula, e una parte collegata da casa, in modo da ridurre i rischi di assembramento a scuola, ma anche sui mezzi pubblici. Secondo il decreto, quindi, fino al 3 dicembre non si tornerà a scuola, inteso come luogo fisico, nella sua normalità e interezza della didattica.

L’attività didattica ed educativa “per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia”, invece, continuerà “a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie” con l’esenzione per i bambini con meno di “sei anni di età, anche i docenti, gli ATA e gli studenti che non possano utilizzarla per patologie o disabilità certificate”.

I convitti delle scuole restano aperti “a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio”. Gli studenti in convitto “potranno frequentare le attività didattiche in presenza nel caso in cui la scuola e il convitto siano posti nel medesimo edificio o in edifici contigui”. Chi non risiede nel convitto, ma frequenta la scuola, lo farà a distanza. Stesso discorso vale per la scuola in ospedale e i progetti di istruzione domiciliare, le scuole con sedi carcerarie, in particolare con riferimento alle sezioni minorili. Per l’istruzione degli adulti, invece, già è previsto che seguano a distanza almeno il 20% del monte ore, in condizioni normali, mentre adesso ne andrebbero aumentate le ore.

Nella zone arancioni didattica a distanza per le scuole superiori, con l’eccezione degli studenti disabili e di eventuali laboratori. Chiuse le università, tranne i corsi delle matricole e i laboratori. Restano aperte le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie.

Nelle zone rosse, invece, “è necessario disporre l’applicazione delle ulteriori misure in argomento, tra le quali rientra l’estensione della modalità didattica digitale in via esclusiva, per il 100 per cento del tempo scuola, anche alle seconde e terze classi delle scuole secondarie di I grado”, garantendo “l’effettiva inclusione scolastica, in special modo per gli alunni con disabilità, attraverso l’attivazione di tutte le forme di raccordo e collaborazione possibili con gli altri enti responsabili del loro successo formativo, sia in materia di assistenza specialistica che di trasporto scolastico”. Ricade su dirigenti scolastici, docenti delle classi interessate e docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favorire la frequenza dell’alunno con disabilità.

Particolare attenzione “dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario, direttamente impegnato nel contenimento della pandemia” attivando “tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola in presenza”. Dovrà essere garantito, comunque, il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Nulla è innovato a riguardo dell’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia, la quale continua a svolgersi in presenza.

Cambia anche l’organizzazione del lavoro amministrativo nelle scuole. Compito del dirigente scolastico è di “assicurare la funzione dell’istituzione scolastica dal punto di vista tanto didattico, sentiti gli organi collegiali, quanto amministrativo”. Così Il personale assistente amministrativo “svolge la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile”. Il personale assistente tecnico “svolge la propria attività lavorativa a supporto della DDI, della didattica di laboratorio e degli adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico”. Per chi lavora in presenza scattano orari differenziati per evitare assembramenti in entrata e uscita, con riduzione del numero di impiegati per ufficio in presenza.

Il personale collaboratore scolastico e il personale addetto alle aziende agrarie, cuoco, infermiere o guardarobiere che non possa svolgere la propria attività a distanza, continuerà a prestare servizio in presenza.

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