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Schegge di Antonio Carlo Ponti | Come vivere H24...

Vorrei parlare di virus. Non parlerò di virus. Eccetto rilevare en passant che mi sembra blasfemo (e grottesco) sentir discettare con fare saputo e quasi con la lacrima all’occhio di cenoni e di pranzi natalizi saltati per poi fiondarsi a shopping compulsivo creando insensati assembramenti. Santa pace, ma non puoi aspettare un paio di mesi? Ma che è ’sta fregola? Ar paese mio se dice macch’è grano che casca? E l’altro giorno ci è toccato sentire di 993 morti in H24. Una guerra! Una strage! Un genocidio! Basta! Come passare un giorno intero reclusi in casa? Se penso alla giornata di un carcerato reo che so di un furto o di piccolo spaccio o di una piccola truffa (i grandi evasori o i grandi trafficanti di armi o di droghe intanto se ne stanno beati spaparacchiati al sole dei tropici) mi vengono i brividi. Immaginatelo spesso in sei in una cella lunga m. 4,5 e larga 2,5, con due letti a castello e bagnetto. Castigo infernale, una tortura di Stato. Basta!

Vediamo invece con allegria la giornata di un borghese come lo statunitense Benjamin Franklin (1706-1790, eminente politico, diplomatico, scrittore, scienziato inventore di parafulmine, pinne da sub, contachilometri e lenti bifocali), ossia le ore quotidiane di un lavoratore strepitoso e puntuale fra studiolo, laboratorio e faccenduole private. Questa la traduzione dello “scheme”, la cronologia di una giornata tipo, che, stampata su un cartello, teneva davanti allo scrittoio: Mattino, ore 5-7: domanda: che fare di buono oggi? – abluzioni, preghiera a Dio, inventarsi lavoro, cercare soluzioni per il giorno, continuare il lavoro in corso, colazione - ore 8-11: lavoro. Mezzogiorno, ore 12-13: lettura, un’occhiata alla posta, pranzo. Pomeriggio, ore 14-17: lavoro. 

Sera, ore 18- 21: domanda, che fare d’ interessante domani? – mettere in ordine pensieri e progetti, cena, un po’ di musica, divagazioni o conversazione, bilancio della giornata. Notte, ore 22-4: sonno. Che precisione da orologiaio geniale. – Quale serenità operosa. Potessimo imitarlo almeno in parte, no? Slogan: Benjamin Franklin, il parafulmine contro la noia. [Fonte: Mason Currey, Rituali quotidiani, Vallardi, 2016. «Infinite varietà, imprevedibili follie, inimitabili routine di 230 protagonisti.» Gli Italiani? Pochi ahimè: Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi, Gio Ponti, Roberto Rossellini, Italo Calvino, Federico Fellini, Umberto Eco.]

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