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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | «La solitudine è il campo da gioco di Satana»


«La solitudine è il campo da gioco di Satana»: letta chi lo sa dove e quando. Ma ricordo che è di Vladimir Nabokov, sì proprio lui, l’autore dello scandaloso romanzo “Lolita”, un audace e tragico poema di ossessione pedofila. Soggetto di ben due film, un dei quali di Stanley Kubrick. Ai grandi scrittori e ai grandi registi si “perdonano” anche i temi scabrosi. Altrimenti tre quarti di letteratura e di cinema creati nei secoli sarebbe stata mandata al macero o data alle fiamme come nei roghi hitleriani. Alla pari con l’arte degenerata (”entartete Kunst) di pittori come Otto Dix o Emile Nolde. 

Sì, la solitudine è sotto tutti i cieli la negazione della speranza, tu rimasto solo non fai più parte di una micro comunità fatta di due persone che stanno bene insieme da poco tempo o da decenni. E la sera, al desco in genere sobrio, o disordinato se sei negato ai fornelli, questa sparviera ti siede accanto occupando la seggiola ora vuota. E ti guarda beffarda. Se non è Satana, chi vuoi che sia? «Guai a chi è solo» grida dal deserto Qoelet. Sì, intende un altro tipo di solitudine,
quella dentro l’anima, perché è certo che il carattere non lo si può acquisire in solitudine, ma soltanto confrontandosi con la società e con l’altro. 

A meno che uno spirito non la scelga di proposito, ontologicamente starei per dire, come i romiti o gli anacoreti che si cibano di silenzio, di preghiera e d’ erbe o gli stiliti che vivevano sopra il capitello di una colonna: Simeone il Vecchio recita la leggenda ci visse su 37 anni. Ma se uno ha scelto il secolo anziché il
convento come fra Cristoforo, o il rosso della passione anziché il nero della morte come Julien Sorel nel romanzo di Stendhal, la solitudine è un sudario. Basta.  Termino questo epitaffio melenso citando – non me ne voglia un raffinato intellettuale con il naso delicato – i versi di Salvatore Quasimodo, in questo contesto come la calza al piede: «Ognuno sta solo sul cuor della terra | trafitto da un raggio di sole: |ed è subito sera.»

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