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Scatola d’autore celebra l’Umbria e i suoi prodotti recuperando anche la sigla automobilistica originaria di Perugia

Una scatola d’autore celebra l’Umbria e i suoi prodotti recuperando, nel contempo, la sigla automobilistica originaria di Perugia. Il pittore Stefano Chiacchella realizza uno splendido lavoro di grafica in modalità cartotecnica, riconducendo ad unità quattro architetture identitarie della Regione verde. Si tratta dell’Arco Etrusco, del folignate San Feliciano, del Duomo di Spoleto e di San Francesco a Terni. Coautrice del packaging: la grafica Aurora Stano. L’iniziativa nasce su commissione di Claudio Moretti, collegato con aziende consorziate che hanno facoltà di utilizzare il box cartonato inserendovi prodotti propri. Ma rigorosamente umbri. Tanto che il marchio PU, il classiche lettere gotiche, è stato depositato per opportuna tutela.

La logica del box è riconducibile alla finalità “compra umbro”, per promuovere i prodotti del nostro territorio in un periodo critico come l’attuale, dovuto specialmente alla pandemia. La scatola – che può contenere qualsiasi prodotto tipico – è infatti siglata PU che sta per “prodotti umbri”. Il pittore castiglionese, perugino d’adozione, vi ha effigiato le quattro emergenze identitarie, col suo stile sintetico e accattivante, in monocromo nero e pennellate d’oro su carta avorio.

Il prodotto è stato materialmente realizzato dallo Scatolificio Eugubino di Francesco Tegliucci. Uno dei simboli ricorrenti è anche quello della losanga lobata, lo stesso delle mattonelle di rivestimento esterno della nostra chiesa cattedrale di San Lorenzo, richiamando il rosa e il bianco della Fontana di piazza. Interessante notare (è solo un caso?) come l’acronimo PU sia stato, dal 1927 al 1933, la sigla automobilistica di Perugia, che solo successivamente assunse l’attuale PG. 

Insomma: si tratta di un contenitore artistico, a forte caratura identitaria, da conservare o, addirittura, da mettere in mostra come prototipo di sintesi fra arte, storia e cultura. Che non dispiacerà certamente ai collezionisti di prodotti d’arte. E noi fra quelli.

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