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La città ideale di Tommaso Buzzi chiude? La Scarzuola potrebbe diventare non più visitabile...

La Scarzuola, onirico giardino di pietra, potrebbe diventare non più visitabile. Si sbrighi, dunque, chi vuole compiere un’esperienza indimenticabile

La Scarzuola, onirico giardino di pietra, potrebbe diventare non più visitabile. Si sbrighi, dunque, chi vuole compiere un’esperienza indimenticabile. “Scopo dell’artista è quello di creare disordine”, è stato detto. E forse al brocardo corrisponde l’intenzione di Marco Solari, attuale titolare (per eredità) della Scarzuola.

Ma cos’è la Scarzuola? Scrive Marco Nicoletti, uno dei massimi studiosi di questo ambiente magico e iniziatico: “Un luogo incantato, in una dimensione raccolta e misteriosa, una sorta di ‘autobiografia in pietra’. Città ideale, costruita dal visionario artista/architetto Tommaso Buzzi”. E commenta: “Chi non ha avuto il piacere di visitarla, si potrebbe mangiare i gomiti”. Non Marco che, insieme al compianto amico fotografo Stefano Bottini, le dedicò – circa dieci anni fa – un libro con documentazione esaustiva e studio approfondito (“Scarzuola. Il sogno ermetico di Tomaso Buzzi”, Perugia, Per Corsi d'Arte, 2007).

Nicoletti cita la dichiarazione di Solari all’Ansa: “Questo posto è in continuo divenire e non è per nulla statico e se il disordine e l’immaginazione domina la parte buzziana, io in ogni momento devo creare disordine e immaginazione e quindi penso che, in futuro, il massimo che lo rappresenterà sarà la musica”.

Spiega Marco Nicoletti: “Questa costruzione surreale altro non è che una grande scenografia teatrale, con gioco di insolite prospettive, tra passaggi labirintici, scale, torri, colonnati”.

Racconta: “Progettata da Tomaso Buzzi, architetto, artista e uomo di cultura tra i più importanti del ’900, sorge a Montegiove, nel comune di Montegabbione. È costruita in adiacenza ad un convento del ’200 fondato da San Francesco. Buzzi l’acquista nel 1957 e costruisce una città ideale, tracciando un percorso simbolico neo-illuminista, riferito a conoscenze esoteriche e a sue geniali intuizioni”. “Alla sua morte, nel 1981, la proprietà passa al nipote Marco Solari che ne continua la costruzione, utilizzando i progetti lasciati dallo zio. Non potrà aggiungere altro, relativamente alle strutture esteriori, visto che l’opera è vincolata dalla Soprintendenza fin dagli anni settanta”.

Dunque, chi può si sbrighi a recarsi a Montegiove, alla Scarzuola, prima che Solari dia seguito ai suoi propositi di chiusura selettiva. O di rivoluzione creativa.

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