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Quel mosaico delle scale mobili del Pellini, rimontato in modo lacunoso e… anonimo

È evidente che alcune tessere del mosaico sono andate disperse. Il rimontaggio andava effettuato a cura di un esperto di settore

Come previsto, quel mosaico alle scale mobili del Pellini è stato rimontato in modo lacunoso e… anonimo. Lo avevamo esattamente divinato, tracciandone la storia (Perugia, Scale mobili di via Pellini, c'è un mosaico da salvare) e paventandone i danni (Scale mobili del Pellini, Perugia rivuole i mosaici del vento).

Ora, a struttura (dopo lunga e penosa malattia) riaperta, ci troviamo a verificare quanto temuto.

Basta una rapida ricognizione e un confronto fotografico fra il prima e il dopo, per comprendere al volo che non tutto è andato per il verso giusto.

Innegabile la complessità dello smontaggio tutt’altro che facile. Ma il fatto è che occorreva prevedere la supervisione di un esperto restauratore, altrimenti è come smontare e rimontare un orologio coi pezzi mancanti. Sarà un problema non da poco farlo funzionare.

È evidente che alcune tessere del mosaico sono andate disperse. Il rimontaggio andava effettuato a cura di un esperto di settore. Cosa che – a quanto è dato verificare – non è avvenuta.

Dei pezzi sono coperti con puro cemento (foto), difettando il materiale originario: tessere perdute o sbriciolate in fase di rimozione. Alcune fughe sono mancanti.

Ma il colmo consiste nella perdita della targa identificativa dell’opera, in cui stava scritto il titolo “150 milioni di Km: distanza fra terra e sole”.

C’è però da dire che questo è il male minore. Risulta, infatti, che l’autore del progetto, l’architetto Mauro Monella, abbia già fornito il disegno della targa da rifare. Che porterà, oltretutto, il nome dello stesso Monella, finora vergato (e poco visibile) su uno dei raggi del Sole che ride. Dunque, una perdita che, tutto sommato, potrebbe comportare un miglioramento.

È comunque necessario l’intervento di un abile restauratore che ci permettiamo di indicare nella persona dell’esperto Nicola Panichi.

Questa la prima nota da mettere in rilievo. Ma ci sono diverse altre discussioni (in parziale dissenso) che attraversano l’opinione pubblica cittadina e delle quali a breve daremo conto.

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