INVIATO CITTADINO Parcheggio Pellini, scale mobili: non c’è verso di partire, manca il collaudo

Hanno fatto un lavoro magnifico. Scale mobili, illuminazione, accessori di lusso. Valeva la pena di aspettare. Ma quando è troppo è troppo. Tanto che è all’opera un comitato di residenti e commercianti della zona per stimolare la necessaria accelerazione

Parcheggio Pellini. Scale mobili e strutture al top. Ma non c’è verso di partire. Manca il collaudo. Quousque tandem? E c’è chi protesta vivacemente.

Hanno fatto un lavoro magnifico. Scale mobili, illuminazione, accessori di lusso. Valeva la pena di aspettare. Ma quando è troppo è troppo. Tanto che è all’opera un comitato di residenti e commercianti della zona per stimolare la necessaria accelerazione.

“Con l’attesa riapertura, si potrebbe rilanciare la mobilità e il passaggio di tante persone su via dei Priori. Stiamo soffrendo per il covid. La boccata d’ossigeno per le vendite di Natale potrebbe venire proprio dalla messa in funzione della struttura”, dicono a una voce.

L’Inviato Cittadino ha dato un’occhiata al lavoro e non può che congratularsi per la realizzazione, valida sul piano estetico e funzionale.

Già dalla strada si coglie la bellezza della pensilina d’attesa del pullman, in linea con gli arredi della scala. Una bella seduta in acciaio, con schermatura trasparente alle spalle, per salvare dalla pungente tramontana perugina. Non si capisce però la permanenza di spazi per parcheggio proprio alla fermata del mezzo pubblico. Irrazionale, e pericoloso.

Anche lo spazio esterno per la sosta riservata ai residenti, liberato dalle attrezzature di cantiere, è pulito e ordinato. Sono state ripiantate perfino le pianticelle delle aiuolette perimetrali con essenze della stessa specie.

La scala è luminosa, la copertura trasparente, i discendenti di raccolta della acque piovane in rame. Al primo piano, la cupola in rame è bella e lo sarà ancora di più appena il tempo le avrà conferito il colore bruno. Così come è gradevole la copertura a tettuccio geometrica del secondo livello.

Unico rilievo attiene al rimontaggio del mosaico (dal titolo “150 milioni di chilometri: la distanza fra Terra e Sole”) con Rosa dei Venti, Sole che ride e pianeti, con otto putti soffianti, progettata dall’architetto Mauro Monella. Nella fase di smontaggio il mosaico si è ovviamente scomposto e nel rimontaggio compare così qualche lacuna da risarcire. Anche le finiture in lega di acciaio-rame-ottone vanno in parte ricostruite. Ma la bella notizia è costituita dal fatto che il figlio del fabbro che aveva realizzate quelle originarie ha le dime originali per rifare i pezzi mancanti. Si dice che col ribasso d’asta si potrà pagare il restauro che è cosa ottima.

Insomma, Perugia non può che vantarsi di questa struttura. Peccato che le lungaggini impediscano di utilizzarla. Allora, è d’obbligo darsi una mossa. 

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