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Al Borgo d’Oro oggi è festa grande per la ricorrenza di santa Rita

Si rinnova l’antica tradizione perugina della “rosa”

Al Borgo d’Oro, oggi, è festa grande per la ricorrenza di Santa Rita. Si rinnova l’antica tradizione perugina della “rosa”. Chissà se in piazza Lupattelli, davanti al sagrato, troveremo la bancarella del venditore di golosità e chincaglierie.

02 nell'ambiente sotto l'Oratorio si vendono le rose (1)-2Sia citata incidentalmente, ma con sincero rammarico, la nota di tristezza per l’assenza-allontanamento di padre Fernando Sulpizi, musicista-compositore, teologo, scrittore, esorcista, padre agostiniano di vasta e generosa cultura. Alle celebrazioni odierne si sentirà la sua mancanza. Ma chissà che la misericordia della “Santa degli impossibili” non ce lo faccia incontrare!

I perugini, secondo l’antico costume, si recano presso la chiesa di Sant'Agostino (Rita era agostiniana), in piazza Lupattelli, per le liturgie in onore della Santa. La quale, com’è noto, fece trovare, nell’orto di Roccaporena, le rose fiorite e i fichi fra la neve invernale.

Da ricordare che, entrando sulla destra, si trova appunto la Cappella intestata alla Santa da Cascia (invero, da Roccaporena). Un quadro racconta i miracoli delle api nere sul letto di morte, le rose e la spina, poi diventati gli attributi iconografici della Santa. Oltre ai numerosi miracoli compiuti.

Le occasioni di incontro e di preghiera si dipanano frequenti dal mattino fino alla messa delle 21:00. Particolare rilevante: il limite ammesso per l’accesso in chiesa è stabilito nella misura di 170 fedeli per ogni celebrazione (ce lo comunica lo storico medievista Franco Mezzanotte).03 Un quadro sinottico dei miracoli della Santa-2

La consuetudine tutta perugina vuole che, in occasione della ricorrenza, si omaggino mogli e fidanzate con la classica rosa come segno d’amore e di riconoscenza per la pazienza dimostrata (nel caso dell’Inviato Cittadino, la moglie, una vera santa, si chiama proprio Rita).

Nei fondi sotto l’Oratorio, si espleta il solito rito floreale benefico. Alcune donne si dedicano alla distribuzione di rose a richiesta. Il marito che si sente più “colpevole” ne compra una dozzina con lo sconto.

Però, attenzione, mariti e fidanzati. In relazione alla congiuntura sanitaria, sono state ordinate solo 1000 rose: un decimo delle 10.000 degli anni scorsi. Un po’ per la difficoltà della fornitura, ma anche per il timore che una minore presenza di fedeli comportasse una quota d’invenduto. Dunque, chi intende omaggiare la compagna con la rosa benedetta, si sbrighi e non aspetti la sera. Perché – come si dice – “anche de maggio se fa notte”. Per i ritardatari, la consolazione di trovare oggettini fatti a mano da pie donne. Vi invito a comprarli perché i proventi saranno destinati, come sempre, ad attività benefiche. Delle quali, oggi più che mai, si avverte forte il bisogno.

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