Domenica, 1 Agosto 2021
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Sanità dell'Umbria, sindacati all'attacco della Regione: "Quadro drammatico, è crisi profonda"

Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up: "Mancate assunzioni, indennità non riconosciute e niente contratto decentrato: forte preoccupazione per la tenuta del sistema. Pronti a mettere in atto tutte le forme di lotta necessarie"

Un 'quadro drammatico' per la sanità dell'Umbria. Sindacati all'attacco della Regione, con la riapertura dello stato di agitazione dei lavoratori, "senza escludere nessuna possibilità, nemmeno lo sciopero".

Perché "le assunzioni a tempo indeterminato promesse, oltre 1500, non ci sono, non c’è il contratto decentrato e nemmeno le indennità per l’attività Covid svolta, con grande abnegazione, nella seconda e terza ondata della pandemia", aggiungono i sindacati.

“Siamo davvero preoccupati per la tenuta del sistema sanitario regionale - spiegano i rappresentanti di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing up dell’Umbria - Le difficoltà che si sono palesate nella chiusura del bilancio 2020, la notevole crescita della mobilità passiva dei pazienti verso altre regioni, le liste d’attesa che continuano ad allungarsi, rappresentano un forte campanello d’allarme rispetto alla qualità della sanità umbra e alla sua capacità di risposta ai bisogni di salute della cittadinanza. Provate a chiedere di fare una gastroscopia - hanno suggerito i sindacati - e vi renderete conto delle grandi difficoltà in essere. Chi se lo può permettere si rivolge al privato, per tutti gli altri la soluzione è uscire dall’Umbria, andando ulteriormente ad appesantire la passività economica”.

Per le sigle "la regione oggi è più attrattiva non solo per i pazienti che prima arrivavano da fuori, ma anche per il personale sanitario stesso, che infatti si fatica a trovare, visto che altre regioni limitrofe offrono condizioni migliori sia da un punto di vista economico che lavorativo". E ancora: "Se chi si laurea all’Università di Perugia poi va a lavorare in Toscana o in Emilia - hanno sottolineato i rappresentanti sindacali - questa è una tragedia per l’Umbria, perché significa in prospettiva essere sempre meno in grado di garantire risposte di qualità ai cittadini della nostra regione". 

Lo stato di agitazione non si placa. E la mobilitazione si affaccia all'orizzonte. "Per tre mesi abbiamo dato la possibilità alla giunta di affrontare tutte queste questioni per trovare soluzioni condivise che evitassero la mobilitazione - hanno concluso i sindacati - ma la risposta è stata l’ulteriore taglio delle risorse già concordate per l’indennità Covid, 2,8 milioni di euro. È evidente che a questo punto non ci resta altra strada che quella di tornare a confrontarci con i lavoratori e riprendere il percorso di lotta per il giusto riconoscimento del lavoro sanitario e soprattutto per la tenuta del sistema pubblico. Il primo passaggio sarà una richiesta di audizione presso la III commissione regionale e poi, se non ci saranno risposte immediate, torneremo a far sentire la voce di chi lavora in sanità attraverso tutte le forme di mobilitazione che si renderanno necessarie”.

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