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Sanità, recupero degli screening sospesi per coronavirus: "Umbria in testa tra le Regioni italiane"

L'assessore Coletto: "La Regione è riuscita a creare una rete che ha permesso di continuare a garantire, con un notevole impegno da parte di tutti i professionisti e gli operatori, il buon funzionamento dei programmi di screening"

Controlli e coronavirus. La Regione, citando il rapporto dell’Osservatorio Nazionale Screening, annuncia che "l’Umbria, malgrado la pandemia, ha dato il massimo per recuperare sugli screening mammografico, colorettale e della cervice uterina e, alla fine dello scorso anno, risulta avere già completato il recupero dello screening della cervice uterina e colorettale". 

L'Ons, spiega una nota di Palazzo Donini, ha monitorato l’andamento dei programmi di screening durante l’epidemia da Coronavirus per misurare quantitativamente il ritardo accumulato e le capacità di recupero di ogni Regione. 

Per lo screening cervicale, aggiunge la Regione, "l’Umbria è l’unica Regione a non aver accumulato ritardi (in termini di inviti, esami e lesioni diagnosticate), recuperando nell’ultimo trimestre del 2020 tutti gli inviti, sia quelli sospesi nel periodo di lockdown sia quelli previsti a scadenza nei mesi successivi fino al 31 dicembre 2020 e collocandosi in positivo nel confronto col 2019 per tutti gli indicatori considerati". Per lo screening colorettale "i mesi di ritardo in Umbria sono zero", contro i "5,5 della media italiana". Per lo screenign mammografico, infine, "la Regione non ha recuperato completamente entro il 2020 i ritardi accumulati, tuttavia si colloca tra le Regioni con i valori percentuali più bassi nel confronto col 2019 con – 1,1 mesi di ritardo (Italia - 4,5). La situazione è in fase di forte recupero". 

“Sono state condotte 3 indagini quantitative – spiega l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto -  che hanno monitorato l’andamento dei programmi di screening regionale confrontando specifici periodi del 2020 con gli analoghi del 2019. I risultati raggiunti hanno dimostrato che la Regione Umbria è riuscita a creare una rete che ha permesso di continuare a garantire con un notevole impegno da parte di tutti i professionisti e gli operatori il buon funzionamento dei programmi di screening".

E ancora: "Sul territorio regionale – aggiunge l’assessore -  la sospensione ha riguardato solo le prestazioni di screening di primo livello, quindi gli inviti ad effettuare Pap-test o test HPV, mammografia, test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. A partire dalla seconda metà di giugno attraverso due delibere adottate dalla Giunta regionale, sono state date disposizioni alle Aziende sanitarie riguardo alla ripresa delle attività, tra le quali anche gli screening oncologici che hanno tenuto conto dell’esigenza, sia di operare in completa sicurezza per gli operatori e per gli utenti, sia di garantire il recupero di tutti gli inviti sospesi, attraverso la riprogettazione delle sedute".

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