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INVIATO CITTADINO Perché San Valentino è il patrono degli innamorati

L'Inviato Cittadino, per San Valentino, propone ai nostri lettori un viaggio in tre step dedicato a spigolature storiche, linguistiche e antropologiche legate alla ricorrenza

L'Inviato Cittadino, per San Valentino, propone ai nostri lettori un viaggio in tre puntate dedicato a spigolature storiche, linguistiche  e antropologiche legate alla ricorrenza. Ecco la prima. 

Perché Valentino è patrono degli innamorati. Ce lo spiega lo storico Gian Biagio Furiozzi.

Un 14 febbraio celebrato in tutto il mondo, vero? Di chi la responsabilità?

“Merito, dei Benedettini di Terni”

Facci capire!

“Il santo era nato proprio a Interamna nel 175 dopo Cristo”.

Fece una brutta fine. Non è così?

“Fu decapitato a Roma nel 269, sotto l’imperatore Aureliano”.

E Terni?

“Le sue spoglie furono riportate a Terni e sepolte nella basilica custodita dagli stessi Benedettini”.

Come ne spieghi la diffusione in tanti luoghi?

“Attraversi i tanti monasteri sparsi in Italia e in Europa: Austria, Francia, Inghilterra, Irlanda, Belgio, Germania, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Giappone…”.

E la data del 14 febbraio come salta fuori?

“Papa Gelasio lo proclamò santo e patrono degli innamorati il 14 febbraio 496. Di fatto la figura del santo andò a sostituirsi alla precedente festa pagana dei Lupercalia, un carnevale scollacciato e orgiastico, anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana”.

La cristianità promosse parecchio il culto?

“Gelasio aggiunse appeal alla nomina dichiarando che Valentino proteggeva e rendeva prolifiche le coppie. Precisando che era opportuno donare fiori. Al suo nome si associa specialmente la rosa”.

È un culto solo cattolico?

“Valentino è riconosciuto come santo anche da ortodossi e anglicani. Il che ha contribuito a diffonderne il culto. Aggiungo che nel duomo di Vienna, il 14 febbraio, si celebra una cerimonia grandiosa”.

Grande successo anche letterario, se pensiamo che nell’Amleto di Shakespeare (1601), durante la scena della pazzia di Ofelia, la fanciulla canta: "Domani è san Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina".

Citazioni letterarie a parte, c’è da rilevare che, una volta tanto, perugini e ternani mettono da parte la rivalità calcistica e si ritrovano nel comune culto per il protettore degli innamorati.

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