Detti perugini e tradizioni: oggi è San Giuseppe, si fanno gli auguri ai papà e si mangiano le frittelle

Oggi, 19 marzo, si celebra San Giuseppe falegname (in realtà carpentiere), padre putativo di Gesù e patrono di Orvieto. La data è anche considerata la Festa del papà. Negli Stati Uniti la ricorrenza risale agli anni dieci del Novecento

C È PASSATO SAN GIUSEPPE CÓ LA PIALLA (disegno di Marco Vergoni).

Oggi, 19 marzo, si celebra San Giuseppe falegname (in realtà carpentiere), padre putativo di Gesù e patrono di Orvieto. La data è anche considerata la Festa del papà. Negli Stati Uniti la ricorrenza risale agli anni dieci del Novecento.

Il culto religioso data dal Trecento. La festività di san Giuseppe fu inserita nel calendario romano da papa Sisto IV, intorno al 1479. Fu dichiarato patrono della Chiesa Cattolica dal beato Pio IX l'8 dicembre 1870. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come la Sacra Famiglia.

Notazione politico-ideologica. Dal 1955 si celebra san Giuseppe Artigiano il primo maggio, come risposta cattolica alla festa dei lavoratori, marcata da caratteristiche ideologiche socialiste e sindacali.

Ecco alcuni detti legati al Santo.

Quando una donna ha il seno piatto, si dice ironicamente “C’è passato San Giuseppe ncla pialla!” (vedi il disegno in pagina di Marco Vergoni). Oggi si pone rimedio alla carenza mammaria tramite la chirurgia dedicata.

In occasione della ricorrenza, la gastronomia perugina (ma anche quella nazionale) prevede le famose “frittelle de San Giuseppe”, unica eccezione di frittura consentita in Quaresima. Difatti si friggeva (e ancora qualcuno lo fa) con lo strutto di maiale, il che violava le regole previste in materia di astinenza dalle carni.

Come nota di carattere antropologico, va ricordato che – ad evitare tentazioni “peccaminose” – durante la quaresima, la padella per friggere veniva incartata e appesa al camino. Il detto che regolava la consuetudine recita: “Per quarantasei giornate / nun se fòn più le frittate”. E, se ci si mette a contarle, si vedrà che la festività mobile della Pasqua prevede proprio questo intervallo… con eccezione delle golose frittelle del 19 marzo. La cui ricetta umbra consiste nel preparare le frittelle di riso impastate con liquore, aromatizzate con spezie, fritte in olio bollente ed infine imbiancate di zucchero vanigliato per essere poi degustate fredde. Dunque riso lesso, zucchero, farina, liquore all’anice, lievito e tuorli d’uovo… e il gioco è fatto!

Come detto meteorologico, si ripete: “San Giuseppe vecchierello / guarda l fòco e adopra l mantello!”. Intendendo che il questa data – col marzo “pazzerello” – occorre ancora guardarsi dal freddo e dalle malattie conseguenti.

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