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Oggi è San Francesco: detti e metafore della lingua perugina

Numerosi i detti collegati alla ricorrenza. Il più noto è quello che si lega alla fedeltà del santo a Madonna Povertà

Oggi è San Francesco, figura cara ai perugini. È peraltro noto che, oltre al complesso monumentale di San Francesco al Prato, esiste quello di San Francesco al Monte, che gli abitanti della Vetusta chiamano sbrigativamente Monte Ripido. Tra i religiosi che vi risiedettero, sono amatissimi il frate incisore Diego Donati e lo storico medievista Ugolino Nicolini. Al cimitero monumentale, vicino all’altare della Patria, esiste la bella tomba che raccoglie le spoglie di apprezzati francescani, distintisi non solo per l’altissima spiritualità, ma per l’arte, la cultura, le nobili pratiche terrene.

Numerosi i detti collegati alla ricorrenza. Il più noto è quello che si lega alla fedeltà del santo a Madonna Povertà. Tanto che, dopo una giovinezza segnata da cavalcature di razza, successivamente alla conversione, Francesco andava gioiosamente a piedi. Noto il detto “andà col caval de San Francesco” che significa “andare a piedi”, in memoria della sua scelta di rinuncia totale ai beni e agli agi terreni.

Un adagio meteorologico fa riferimento all’andamento climatico stagionale e recita “per San Francesco, dóppo l caldo ariva l freddo”, con evidente riferimento all’abbassamento delle temperature.

Notizia di servizio. Da oggi è in proiezione il film di Wim Wenders “Papa Francesco. Un uomo di parola”. E, se a qualcuno dovesse interessare (notizia in conflitto d’interessi!): Francesco è anche il secondo nome dell’Inviato Cittadino che lo porta al petto come una medaglia, in ricordo del nonno ciabattino da cui discende.

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