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PERUGINERIE 'Gostanzo' pronubo e l'occhiolino complice alle ragazze… illibate

Un’antica tradizione perugina vuole che san Costanzo (Gostanzo, con la G, per noi perugini) sia pronubo. Un po’ il “San Valentino de noaltre”

GOSTANZO e l’occhiolino complice alle ragazze… illibate. Un’antica tradizione perugina vuole che san Costanzo (Gostanzo, con la G, per noi perugini) sia pronubo. Un po’ il “San Valentino de noaltre”.

SAN GOSTANZO DA L’OCCHIO ADORNO…Il detto popolare mette in bocca alla ragazza una frase che recita “San Gostanzo da l’occhio adorno, famme l’occhiolino sennò n ciartorno” (“San Costanzo dall’occhio bello, fammi l’occhiolino, altrimenti non ci torno”. Tornare dove? Ma alla festa del santo, l’anno successivo, naturalmente!

La storia tramandata dalla tradizione. Un tempo le ragazze “da marito” si recavano nella chiesa del santo per implorarne l’aiuto di carattere matrimoniale.

Perché si sa che ci sono, e ci sono sempre stati, ‘maschi-mascalzoni’ che – per avere – promettono mari e monti. Ma poi si scopre che si trattava di promesse ‘da marinaio’ con una fidanzata in ogni porto.

Era costume che le fanciulle entrassero in chiesa e, dopo una intensa preghiera, guardassero fissamente una statua del santo rozzamente scolpita. Se, nella luce incerta e tremolante delle candele, si intravedeva un occhiolino complice del santo, era questo il segno che il matrimonio con l’amato bene si sarebbe concluso entro l’anno.

Il promesso sposo poteva rafforzare la convinzione, o consolare per il diniego, infilando al braccio della sua bella un torcolino di san Costanzo, alla maniera di una fede nuziale. Lo stesso accadeva a Monteluce per la festa del 15 agosto. Solo che, in quel caso, s’infilava il torcolino all’anice come preciso impegno matrimoniale.

L’importanza della verginità. Laddove l’occhiolino non si fosse visto, qualche ragazza si arrabbiava col santo, un po’ come accade a Napoli per San Gennaro se il sangue non si liquefà o se la promessa vincita al lotto non si verifica. Il disegno di Marco Vergoni racconta il pugno (metaforico) sferrato all’occhio del santo dalla fanciulla delusa.

Lo sfottò della gente al fallito occhiolino alludeva alla mancata illibatezza della fanciulla. Da qui il detto “Quilla nn’è a posto”, per dire che aveva perso il requisito della verginità.

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