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Ciao, Sabrina. Il ricordo dell’Inviato Cittadino

Credo che dobbiamo ricordarla così: gioiosa e appassionata. Ciao, Sabrina

Ciao, Sabrina. Il ricordo dell’Inviato Cittadino. Memorie di amicizia e colleganza.

Sabrina, una mamma presente e dolcissima. Così la ricordo quando mi trovai in classe suo figlio Alessio, un ragazzino svelto e bravissimo nel gioco del pallone che praticava con assiduità. Allo studio si dedicava con minore entusiasmo: toccava trovare il modo di motivarlo.

Poi venne Ilenia, alla Leonardo da Vinci di Elce: una ragazzina brava e diligente. L’avevano voluta, Sabrina e Ivo, in classe con me perché soddisfatti dei risultati di Alessio, che andava motivato e sembrava che avessi trovato la chiave giusta per aprirgli la mente e il cuore.

Lo dico senza vanità: furono anni di lavoro gratificante. Anche perché quei genitori erano speciali. Sabrina, persuasa figura di educatrice. Ivo, vigile del fuoco con la passione per la falegnameria.

Avevamo amici comuni nella famiglia Bordellini, anche loro con due figli, Lorenzo e Federico, oggi uomini fatti e memori di quegli anni di formazione.

Eravamo insieme quando Sabrina, candidata alle elezioni con Rifondazione, fu informata del successo elettorale. Se ne mostrò emozionata e compiaciuta. Vennero poi gli anni dell’impegno da assessore (la scuola era la sua passione) e da vicesindaco. Ci perdemmo di vista, come spesso accade, e per me Sabrina è rimasta sempre la mamma di Alessio e di Ilenia. Ma anche la donna impegnata, colta e bellissima che… non se la tirava. Alzi la mano chi l’ha vista azzimata e in spolvero. Sabrina era bella nella sua semplicità, coi capelli corti, in abbigliamento informale, aperta e sorridente.

Credo che dobbiamo ricordarla così: gioiosa e appassionata. Ciao, Sabrina.

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