Cosa ci fa un elefante nella rotatoria intestata ad Aldo Piccini? C'entra, e come!

Alla memoria di Piccini è stata intestata la rotatoria di Ferro di Cavallo, non lontano dalla sede dell’Azienda. Quella memoria di perugino intraprendente andava tutelata ed è stato giusto ricordarlo

Cosa ci fa Jumbo (Dumbo era quello… volante) nella rotatoria intestata al nome e alla memoria di Aldo Piccini? E chi era Aldo Piccini? Un semplice fabbro che, con impegno e caparbietà, costruì un impero. Cominciò a farsi largo, subito dopo la seconda guerra, con la fabbrica in città: esattamente in via del Fagiano, da dove uscirono capolavori di betoniere, gru e altre attrezzature per le costruzioni edili.

In quella stradina aveva abitato anche il poeta perugino Sandro Penna che si divertiva, col fratello, a lanciare fichi  sugli operai per attirarne l’attenzione. Ora è noto che quegli enormi spazi (risultanti da immobili di scarso valore, in parte dismessi e abbattuti) appartengono alla Mercanzia e verranno – si spera presto – utilmente adibiti a parcheggio. Ed è un bene per il Borgo d’Oro e per i suoi residenti.

Al nome e alla memoria di Piccini è stato opportunamente deciso di intestare la rotatoria di Ferro di Cavallo, non lontano dalla sede dell’Azienda, oggi passata in altre mani. Ma quella memoria di perugino intraprendente andava tutelata ed è stato giusto ricordarlo.

La polemica è invece sorta intorno al manufatto, posto al centro di quella rotonda. Se ne sono dette di tutte: compresi apprezzamenti di carattere estetico (e dunque, per definizione, riconducibili al gusto personale). Poco conta che l’abbiano realizzata gli operai: ciò non toglie e non aggiunge nulla al valore simbolico dell’opera.

Vi hanno addirittura apposto lettere metalliche col nome di Aldo, poi rimosse. E Jumbo? Come ognun sa, l’elefante, incluso in un cerchio, era ed è il logo di quell’azienda, a dimostrare robustezza e affidabilità. Si è osservato che la scultura sia “impattante”, anche se occupa uno spazio comunque riservato e inutilizzabile. Il consigliere socialista Carmine Camicia – che della Commissione Toponomastica è stato attivissimo  vicepresidente – osserva che al centro della Rotatoria sarebbe stato bene collocare una statua di Aldo Piccini. Potrebbe aver ragione.

In tutta franchezza, mi sento di osservare che scarso pregio ha la considerazione che quell’installazione abbia poco a che vedere con la storia di Perugia. Perché non è questa la verità.  Si potrebbe dire, paradossalmente, che evoca la sconfitta, inferta da Annibale Barca, a Roma e al console Flaminio al Trasimeno. Ma sono riflessioni che lasciano il tempo che trovano. E lasciamo stare gli antichi Romani!

Caso mai, era il caso di discuterne prima che quella immensa installazione (non chiamiamola scultura o capolavoro d’arte!) venisse posizionata.  Forse sarebbe opportuno lasciare in pace il pacifico pachiderma e osservare il mercimonio di sesso che si svolge nelle sue vicinanze. 

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