Il locale dei record: festeggia una attività pluridecennale il ristorante San Martino, all’interno dello storico Sodalizio

I conti: cinque milioni di clienti che hanno divorato 350 mila braciole di maiale, ingurgitato 130 mila chili di patate fritte e 135 mila chili di tagliatelle

Festeggia una attività pluridecennale il ristorante San Martino, all’interno dello storico Sodalizio.

Claudio e Carla, una coppia inossidabile, celebra un importante traguardo personale e professionale. Dopo il quarto di secolo (nel manifesto in foto), siamo giunti adesso a celebrare il settimo lustro, ossia 35 anni di gestione ininterrotta. E apprezzata, sia da parte degli ospiti della struttura che da tanti clienti esterni, perugini e non. Fra gli esterni, tanti lavoratori del settore delle costruzioni, della fibra ottica, del gas. Italiani e stranieri lontani da casa che qui hanno trovato non solo da mangiare, ma anche accoglienza e calore. Vengono anche tanti perugini, habitué, come chi scrive (e che vi festeggia i compleanni dei dodici componenti della famiglia). Ricordando che il motto delle trattorie di un tempo era “giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa”. Ma qui c’è di tutto, tutti i giorni della settimana. Con menù speciale della domenica.

Ora, in epoca di coronavirus, la coppia con le iniziali in “C” ha dovuto affrontare un notevole investimento, mettendo mano alla struttura del locale per corrispondere alle rinnovate esigenze e alle prescrizioni di carattere sanitario.

Pertanto la zona anziani è stata drasticamente divisa dal resto del ristorante, proprio per tutelare la categoria debole da eventuali contagi. Ma il risultato c’è stato: se è vero che ospiti del sodalizio, gestori e personale di servizio sono risultati negativi a tutti i test fin qui effettuati.

Purtroppo viene meno quel processo di felice osmosi fra interni ed esterni. L’Inviato Cittadino confessa di aver più volte scelto la zona anziani, per fare quattro chiacchiere con persone di qualità: uomini e donne rimasti soli, che si intrattengono volentieri con gli esterni. A volte, una parola, una pacca sulla spalla, un ricordo della Perugia che fu è meglio di una medicina.

Ora la sezione per ospiti esterni è autonoma, per tutto quanto concerne l’igiene e ogni tipo di servizio.

E, data la preoccupazione e i timori per la salute, non c’è ancora la frequentazione abituale. Ma presto tutto tornerà come prima.

Intanto, è tempo di tracciare un provvisorio bilancio riferito alla mole stratosferica del cibo sfornato e offerto ai clienti nel corso di tutti questi anni. Un calcolo preciso è impossibile. Ma, partendo dal bilancio del quarto di secolo, si può aggiornare qualche dato.

Ammontano a oltre cinque milioni di persone i clienti nel periodo. Hanno divorato 350 mila braciole di maiale. Si sono ingurgitate 130 mila chili di patate fritte e 135 mila chili di tagliatelle. Digestione garantita da oltre 4 milioni di caffè, alcuni con ammazzacaffè. Escludiamo dal calcolo frutta, verdura, quintali di pane, ettolitri di vino bianco e rosso, acqua minerale. E quant’altro compare su quei tavoli, incluse parecchie torte di compleanno.

Il manifesto del venticinquesimo recita anche: “Queste mura hanno visto persone sorridere e brindare in tante occasioni felici. Hanno resistito con costanza alla fatica di tutti i giorni, offrendo un clima familiare e accompagnando chi ha trascorso tra di esse un periodo della propria vita”.

Lo slogan della casa, in maniera di incoraggiamento, suona: “Guardiamo verso il futuro e facciamo tesoro degli insegnamenti del passato. Soltanto i cuori nobili resistono alla prova del tempo”.

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Lo slogan della casa è “La perseveranza è una dote non comune, necessaria per raggiungere grandi traguardi”. E credo che, in materia di attaccamento al lavoro, dedizione e perseveranza, Claudio e Carla non abbiano lezioni da prendere. Da nessuno.

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