Risposta dell’Inviato Cittadino alla lettera aperta dell’architetto Mauro Monella sulle sorti della Vetusta

Risposta dell’Inviato Cittadino alla lettera aperta che l’architetto Mauro Monella (Italia Nostra) gli invia con la richiesta di aiuto “Mayday, Mayday!” e puntualmente preceduta dall’invocazione “Caro professore!”

Mauro Monella

Risposta dell’Inviato Cittadino alla lettera aperta che l’architetto Mauro Monella (Italia Nostra) gli invia con la richiesta di aiuto “Mayday, Mayday!” e puntualmente preceduta dall’invocazione “Caro professore!”  Il post dell’urbanista e noto esponente di Italia Nostra s’intitola “PERUPOPOLI: Mezza Perugia e mezza Paperopoli”.

La prima notazione di critica  alla gestione della città fa riferimento al “rumore molesto e incontrastato che ha soppiantato il suono cosmico dei pianeti, che è stato da sempre, sin da Pitagora e anche prima, la base fondamentale dell’esistenza”. Approvato!

La seconda osservazione si lega al problema del traffico e recita: “Ogni piazza è diventata un parcheggio. La programmazione dell’assetto cittadino è vista solo in funzione dell’auto privata”. Approvato!

Nel terzo mistero doloroso si fa cenno alla ventilata realizzazione della galleria urbana fra San Galigano/S. Lucia e il Bulagaio. E annota: “La recente “sparata” del claustrofobico ‘sbuco’ dal Bulagaio a S. Lucia, è una malsana e inaudita “pappagonata” (da Pappagone, personaggio napoletano fra la maschera di furbizia e idiozia, ndr). Domina l’urbanistica “cum mica salis” (con appena un granello di buon senso, ndr), buona solo per ‘immobiliarizzare’ (leggi: cementificare tutto il possibile e… ancor di più, ndr). Approvato!

Sempre sul traffico, quarta stazione: “L’Ingresso libero, indisciplinato e spudorato di auto, moto, autobus e camion, secondo alcuni sarebbe un segno di vitalità per il Centro storico. Mah! sarà vero? Così il centro storico diventerà per caso centro stoico”?). Approvato!

Quinto mistero… non tanto misterioso sulla salute pubblica: “Oggi, se non inaliamo gas mefitici e letali, se non avveleniamo le acque, se non costruiamo sulle sabbie mobili, se non pratichiamo la nevrosi automobilistica, non ci sentiamo moderni”. Approvato!

Sesto mistero… poco gaudioso sulle aree verdi neglette: “Le aree verdi, parchi e giardini, sono sempre più inglobate, “incappate”, asservite alla commercializzazione pilotata. Il patrimonio arboreo pubblico è abbandonato a se stesso, tra incuria e inciviltà, “idrocarburizzato”. Si è accorto, Caro Professore, che le querce, regine del territorio, soffrono lo stress da inquinamento?  Come mai la nostra salute e la salute dell’ambiente non rappresentano più un valore in sé? Il diritto alla salute e alla vita sana non sono buoni motivi per una mobilitazione di piazza?” Approvato!

Settima stazione sull’acropoli intorno al mangiare e alle mutande: “Le vie cittadine sono ridotte a una grande tavolata, che in realtà non porterà vantaggio a nessuno, anche perché  tra non molto, tra pizze e mutande, finiranno col mangiarsi a vicenda i pizzaroli e i mutandari stessi”. Approvato!

Ottava stazione sulle rievocazioni: “Chi ci rappresenta preferisce ballare il twist o giocare alle “1416......belle statuine!”. Sono ben lungi i tempi (secoli) in cui il governo della città puntava sul bene comune”.
Approvato!

Nona stazione sul bene comune: “Lo chiamavano ‘Comune’ (“di tutti”, ndr) apposta, quando il cervello era ancora un organo di pensiero e non di mero senso!” Approvato!

Decima stazione sulla bellezza abolita: “Caro professore, oggi prevale una smania distruttrice, un impulso ad eliminare la bellezza, a sovvertirla per fini propagandistici, venali e demagogici”. Approvato!

Undecima stazione tutta sul filo dell’ex: “Caro professore, se non contaminiamo, anche a scapito della legittima originalità e autenticità, non siamo contenti. A cosa serve distruggere i legami profondi tra noi e le cose che ci circondano? Parliamoci chiaro: ciò che si sta consumando a Perugia è una sordida disintegrazione ad irreparabile danno dei luoghi cospicui ( troppi EX: Ex Policlinico, ex Carceri, ex Mattatoio, ex Tabacchi, ex Lilli, ex Turreno...).
Se andremo avanti di questo passo, finiremo per giustificare, in nome della modernità, qualsiasi scarabocchio sopra un opera del Pinturicchio?”. Approvato!

Duodecima stazione sulla città museo: “Caro professore, sta a Lei spiegare come un corretto uso museografico della Città ci permetta di qualificarla per il presente e predisporla per il futuro.
Sta a Lei confutare certe opinabili opinioni secondo cui una città-museo è vista al pari della cantina,
il ripostiglio di casa al pari della “gattabuia”, e non piuttosto una opera d’arte vivente e vivibile, un gioiello da esibire e proteggere”. Approvato!

Tredicesima stazione (secondo i canoni) della via crucis perusina su un possibile gemellaggio tra Perugia e Disneyland: “Caro professore, stiamo forse ponendo le basi per un futuro gemellaggio tra Perugia e Disneyland? Può tornare utile? Sì, se vogliamo che Perugia diventi un “Baraccone”, così almeno: “gimo a magnà na pizza al centro e arportamo n par de brache nove”!
Approvato!

Conclusione, su cui chiedo il parere dei lettori: “Caro professore, se andremo avanti di questo passo, non è lontana la trasformazione di Perugia in una rutilante “P e r u p o p o l i”,  mezza Perugia e
mezza Paperopoli. Sic Mauro Monella dixit. Personalmente condivido gran parte di quelle riflessioni. Ai posteri l’ardua sentenza!

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