Lunedì, 27 Settembre 2021
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Riportare la statua di Papa Giulio III in piazza Danti. Sarebbe o non sarebbe un “sacrilegio”?

Se ne parla in città da tempo. Una discussione che guarda al passato per ridare dignità e decoro al centro storico di oggi

Riportare la statua di Papa Giulio III in piazza Danti. Se ne parla con insistenza. Sarebbe o non sarebbe un “sacrilegio”? O, al contrario, si potrebbe con figurare come una soluzione “quasi filologica” che va a riesumare un frammento di storia perugina? L’operazione risulterebbe efficiente, rispetto all’obiettivo di rimettere ordine nell’antica “piazza del Papa” (che già fu “della Paglia” e “del Pane”)? Tutte domande alle quali, per ora, non è lecito rispondere, se non per ipotesi.

3 Piazza Danti all'epoca del tram con la statua già spostata-2FACCIAMO UN PO’ DI STORIA. Questa scultura veramente aveva già subìto un primo spostamento: dalle scalette del duomo – luogo per il quale era nata – nel 1798, per timore che avesse a subire danni o manomissioni. Fu tenuta nascosta in tre luoghi diversi e finalmente posizionata davanti al Turreno (che ancora non esisteva, dato che se ne cominciò la costruzione nel 1889), rimanendoci dal 1816 fino al 1899. La bella statua di Vincenzo Danti (1555) potrebbe dunque tornare (col relativo basamento dotato di iscrizione) proprio nella piazza dedicata alla famiglia dello scultore perugino. 

Ci è capitato di vederla in questo luogo attraverso fotografie d’epoca. E c’è da dire che non ci stava affatto male. Ma il “progresso” (luce elettrica, acquedotto, tram) ne imposero, nel 1899, lo spostamento e il ritorno sulle scalette dell’ingresso laterale della cattedrale. Infatti, proprio davanti al cinema teatro Turreno, faceva capolinea il tram che saliva da Fontivegge. E la statua, per così dire, “impicciava”. La decisione fu unanime e piacque. Oggi, un problema urgente è quello della sistemazione della piazza, soprattutto tenendo conto della sosta selvaggia che è ormai divenuta una costante. 

2 capolinea del tram davanti al Turreno-2Alla faccia di fioriere e quant’altro. In barba alle multe che fioccano quotidianamente. Si parla, dunque, di dare alla piazza un assetto dignitoso. Un rumor diffuso mette in campo l’ipotesi di riportare nella sede originaria quella statua celebrativa del pontefice che restituì ai Perugini le magistrature democratiche di autogoverno. L’ipotesi è di certo preferibile a quella che prevedeva l’istallazione di due semafori per disciplinare l’acceso a via del Sole e piazza Piccinino: un vero obbrobrio, in aderenza alla chiesa cattedrale.

Ecco perché quel riposizionamento della statua allo “status ante quem” (o meglio, “in eodem loco”) non ha nulla di scandaloso. Personalmente ritengo sia un’operazione che potrebbe risolvere una situazione, indotta dall’uso e dall’abuso della motorizzazione di massa. Il tutto, senza snaturare questo luogo d’eccellenza. Anzi, restituendogli la sua facies originaria. Ma c’è anche da sentire cosa ne diranno i canonici, nelle cui competenze rientra la questione. Per non parlare di Soprintendenza e quant’altro. Se son rose…

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