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INVIATO CITTADINO Rimbocchi, i lavori all'acquedotto creano una perdita di gas

Parco di Rimbocchi. Quando per un buco occorrono… due toppe. Si ripara e si guasta nello stesso tempo. L’intervento per la riparazione della perdita dell’acquedotto genera una perdita della linea del gas

Parco di Rimbocchi. Quando per un buco occorrono… due toppe. Si ripara e si guasta nello stesso tempo. L’intervento per la riparazione della perdita dell’acquedotto genera una perdita della linea del gas. “Cose che possono succedere, s’intende – osserva Antonio Lusi, presidente dell’Associazione socio culturale Mirò, con sede nell’edificio comunale – ma quello che è successo poi risulta incomprensibile”.

Come sono andate le cose. Alle 8 di mattina di venerdì 7 agosto, era in corso l’intervento per la riparazione della tubazione dell’acqua. L’Inviato Cittadino, sempre sul pezzo, è uscito per la “deambulatio matutina” ed esegue qualche scatto (foto in pagina).

Una perdita rilevante aveva generato un acquitrino consistente che occupava l’ampia sede della “passeggiata” pedonale. Tanto che il nostro giornale l’aveva segnalato e, dopo un’attesa non breve, la Società acquedotti aveva inviato una squadra per la riparazione.

Si chiude una falla, se ne apre un’altra. La benna della pala meccanica, utilizzata per raggiungere il punto di rottura, intercetta sfortunatamente la linea di adduzione del metano e la trancia. Così il Circolo resta senza gas.

La Società del gas interviene e sigilla il contatore. Racconta Antonio Lusi: “La squadra di operai ripara sia la linea dell’acqua che quella del gas. Ma quelli del gas, senza che se ne veda la necessità, sigillano il contatore del Circolo. Operazione di cui non si capisce la ratio”.

Chiusa la falla, tutto dovrebbe tornare alla normalità. Ma così non è. “Perché – riferisce il presidente del Circolo Mirò – malgrado la sollecitazione, il contatore resta inesorabilmente sigillato”.

Avvertito il Comune, chiamato un numero verde che risponde dalla Bulgaria. Ma niente si muove. È venerdì, e l’intervento viene assicurato entro le successive 48 ore. “D’altronde – precisa Lusi – non potevo riaprire da solo manomettendo i sigilli, pena la certezza di beccarsi una denuncia”.

Così rischiano di andare a pallino i due eventi previsti per sabato e domenica. Si tratta di due cene sociali, con tanto di cuoco che, in mancanza di gas, non è in grado di mettere mano ai fornelli.

Allora che si fa? Si va con le bombole di gpl. Si rimediano in emergenza bombole del gas ma, per utilizzarle, occorre cambiare gli augelli dei fuochi, in quanto quelli del metano non vanno bene per il gas petrolio liquefatto.

Il cuoco si arrangia portando di suo dei fornelli a induzione. Ma tutto in modo frenetico e improvvisato. Tanto per non annullare l’atteso evento.

Così si salvano gli eventi del Circolo socio-culturale, ma con qualche sacrificio e tanta rabbia, per la necessità di arrangiarsi, per colpa di non si sa chi… che avrebbe compiuto un atto inspiegabile. “Qualcuno dovrà risponderne”, commenta Lusi indispettito.

Ma, oltre al gas, non c’è nemmeno la luce. Intendiamoci: in questo caso il guasto non ha nulla a che vedere con l’intervento per l’acqua. “Da diversi giorni – racconta Lusi – il parco è senza illuminazione. Ho inutilmente e ripetutamente sollecitato il Comune a intervenire, con mail e telefonate ai responsabili. Ma nessuno ha fatto nulla. Almeno finora”.

Una situazione di pericolo per i frequentatori del parco. Tutto al buio: un vero attentato alla sicurezza delle persone”, dice Lusi. E dire che tempo fa una signora è caduta su una mattonella rotta infortunandosi seriamente.

Hanno vandalizzato anche l’illuminazione privata. “Abbiamo cercato, come altre volte è accaduto, di utilizzare la nostra illuminazione. Anche qui, buio assoluto. Qualche balordo ha infatti pensato di manomettere la strumentazione, per cui ci siamo arrangiati accendendo le luci interne ed esterne del Circolo. In assoluta emergenza”.

Conclusione: “Se vogliono che il Circolo rimanga come presidio e occasione di socialità, si devono creare le condizioni minime per la sicurezza e per l’agibilità di servizi e strutture. Altrimenti saremo costretti a riconsegnare le chiavi mollando tutto. Togliendo al pubblico i momenti di condivisione e cultura. Valori dei quali, specie in fragenti come l’attuale, si avverte forte il bisogno”.

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